Riflettendo le tensioni relative al tema dei determinati sociali di salute, l’evento – previsto dal 2009 in base alla risoluzione 62.14 dell’Assemblea Mondiale della Sanità[1] – non era stato organizzato, finché il Brasile non ha richiamato l’Assemblea ai propri impegni e supportato la Conferenza con un considerevole stanziamento economico.
L’idea del Governo Brasiliano, esplicitamente dichiarata, era quella di realizzare un vertice di importanza analoga alla Conferenza di Alma Ata del 1978: che rappresentasse, dunque, una presa di posizione altamente politica e un impegno concreto dei governi a dare corso alle raccomandazioni contenute nel rapporto conclusivo della Commissione sui Determinanti Sociali di Salute, "Closing the gap in a generation".Tra queste, affrontare l’iniqua distribuzione di denaro, potere e risorse, causa ultima e strutturale delle attuali, crescenti disuguaglianze in salute.
La tensione tra due opposte tendenze – una moderata, l’altra radicale – ha animato tutta l’organizzazione dell’evento e si è riflessa in due documenti finali alternativi.
"Le giornate della Conferenza, a cui hanno partecipato oltre 1000 delegati da 125 Paesi (tra cui oltre 60 Ministri della Salute), sono state particolarmente animate e interessanti, - raccontano i 5 partecipanti del Centro di Salute Internazionale (Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica) -anche grazie a un ampio coinvolgimento della società civile: numerosi accademici, rappresentanti di organizzazioni non governative e di associazioni hanno preso parte alle sessioni tematiche, portando nella maggior parte dei casi voci competenti e critiche, in grado di stimolare i rappresentanti governativi e rendere più concreto il tono del dibattito".
La presenza della società civile si è fatta sentire anche durante la sessione conclusiva, grazie all'intervento del Prof. David Sanders, pediatra della Western Cape University. Sanders ha illustrato le debolezze della Dichiarazione ufficiale (assenza di una chiara denuncia dei danni alla salute causati dalle politiche neoliberiste; mancata identificazione di attori e processi responsabili delle attuali disuguaglianze in salute; assenza di indicazioni su quali politiche devono essere modificate e realizzate per affrontarle), presentando al contempo una Dichiarazione alternativa, redatta da numerose reti e associazioni sotto il coordinamento del People's Health Movement (movimento globale per il diritto alla salute).
Dichiarazione che ha riscosso non poco successo anche tra le fila dei rappresentanti governativi, tanto da essere citata in chiusura dal Ministro della Salute brasiliano, Alexandre Padilha.