Sarà inaugurata giovedì 15 giugno, alle ore 18, al Museo Ebraico di Bologna (Via Valdonica, 1/5 - Bologna), la mostra "Vito Volterra: il coraggio della scienza", a cura di CNR, Università di Bologna e Museo Ebraico di Bologna, organizzata nell'ambito delle celebrazioni dei 100 anni del CNR e della Notte Europea dei Ricercatori (progetto SOCIETY riPENSAci) e Bologna Estate.
Visitabile fino al 3 settembre, la mostra intende celebrare la figura di Vito Volterra, matematico, fisico, senatore, patriota e antifascista italiano di origini ebraiche che, 100 anni fa, fondò il Consiglio Nazionale delle Ricerche e ne fu primo presidente. Presentata al Museo Ebraico di Roma già nel 2016, l'esposizione di Bologna è stata arricchita di nuove immagini sul matematico, fisico, senatore, patriota e antifascista italiano di origini ebraiche Volterra, che fondò il CNR e ne fu il primo Presidente.
Tra i padri dell'analisi funzionale, noto soprattutto per aver inaugurato l’ecologia matematica con le equazioni di Lotka-Volterra che descrivono le dinamiche prede-predatori, nel 1931 Volterra fu uno dei dodici professori universitari italiani che si rifiutarono di prestare giuramento di fedeltà al regime fascista e venne per questo privato delle prestigiose posizioni accademiche che ricopriva, scatenando una damnatio memoriae del suo ruolo pubblico nella politica della scienza, i cui effetti si sono protratti a lungo.
La mostra include una sezione di acquerelli originali prodotti per la graphic novel "La funzione del mondo - Una storia di Vito Volterra", Collana Feltrinelli Comics, in collaborazione con Cnr Edizioni, 2020, di Alessandro Bilotta e Dario Grillotti. Nella sala proiezioni saranno visionabili a ciclo continuo due documentari brevi: “Scienziati a Pisa: l’eredità di Vito Volterra” realizzato da Alfea Cinematografica, per la regia di Stefano Nannipieri e prodotto dall’associazione per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica “La Limonaia” (2006) e "Edoardo Volterra. La vita come dovere, lo studio come passione”, scritto e diretto da Andreina Di Brino e Marco Visalberghi, produzione a cura di DocLab (2018).