Investire di più sull’Università e in modo mirato, puntando alla competitività internazionale, al rigore della gestione economica, agli alloggi per gli studenti meritevoli e meno abbienti e alla razionalizzazione delle sedi universitarie. Sono alcuni dei punti di un appello rivolto ai candidati al governo dell’Italia da parte dei rettori degli atenei statali più produttivi e virtuosi del paese.
"Le Università che hanno sottoscritto questo testo sono pronte ad assumere impegni rigorosi sull’allocazione delle loro risorse e puntano ad un chiaro patto di stabilità con il Governo", si legge nel documento. Prima richiesta: portare l’impegno italiano per la ricerca a livelli europei, in modo magari graduale ma programmato. Tra gli altri obiettivi: maggiore agilità ed efficacia dei meccanismi di governo (governance) degli atenei, incentivi fiscali alle imprese che investono in innovazione tecnologica, e sostegno non simbolico agli atenei più competitivi.
La proposta, giunta nei giorni scorsi sulle scrivanie degli aspiranti premier, porta la firma dei rettori di undici università: Politecnica delle Marche, Bologna, Calabria, Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Modena e Reggio Emilia, Padova, Roma Tor Vergata, Politecnico di Torino, Trento, Verona. Si tratta di alcuni degli atenei statali che si distinguono per produttività, sostenibilità finanziaria e competitività internazionale. Rispondono infatti a rigorosi requisiti oggettivi di qualità. In particolare vantano una produttività superiore a quella media, e almeno due dei seguenti punti di forza: una sostenibilità finanziaria (come da Libro verde della finanza pubblica del ministero del Tesoro) che vede i costi fissi del personale incidere per meno del 90 per cento sul finanziamento statale (FFO); una dimensione adeguata ad operare in ambito internazionale fissata ad almeno 15mila allievi tra lauree triennali, magistrali e dottorati; la recensione in almeno una delle più autorevoli classifiche accademiche internazionali (es. quella del quotidiano The Times di Londra o dell’Università Jiao Tong di Shanghai). Il documento ha già raccolto l’adesione anche degli atenei di Ferrara e Parma.
Gli undici firmatari sono anche i promotori di un convegno sul futuro dell’università italiana che si terrà sabato prossimo a Bologna (Aula Absidale di Santa Lucia, Via De’ Chiari 25, ore 10:30). Nel corso dell’iniziativa sarà illustrato un progetto aperto all’adesione dei migliori atenei pubblici del paese. Lo scopo sarà quello di contribuire ad innalzare la qualità complessiva del sistema universitario italiano, sostenere gli atenei più competitivi sulla scena internazionale e individuare strategie di rinnovamento da proporre a governo e istituzioni.
Parteciperanno Pier Ugo Calzolari (Rettore Universtà di Bologna), Gianfelice Rocca (Vicepresidente di Confindustria), Gianni Latorre (Rettore Università della Calabria), Giulio Ballio (Rettore Politecnico di Milano), Gilberto Muraro (Università di Padova), Vincenzo Milanesi (Rettore Università di Padova) e Davide Bassi (Rettore Università di Trento).
Il convegno si articolerà in tre sezioni: "La Ricerca universitaria a servizio del Paese", "Il sistema di finanziamento statale", "Governare una Università".