La presentazione del ritratto dell’ex Rettore Pier Ugo Calzolari, opera del maestro Concetto Pozzati, è stata l’occasione per una breve cerimonia, nella sala dell’Ottavo Centenario, a cui hanno preso parte molti docenti, senatori, consiglieri e prorettori di questa Giunta e di quella precedente, oltre ad alcuni rappresentati del personale e degli studenti. A fare gli onori di casa il Rettore in carica, Ivano Dionigi, che sottolineando "la particolarità del momento" ha voluto subito lasciare la parola al festeggiato. "In nove anni raramente mi sono sentito così imbarazzato – ha confessato l’ex Rettore. Che poi ha aggiunto: "Quello che è stato fatto nel corso dei miei due mandati è frutto del lavoro di tutti e non è giusto che il proscenio ce l’abbia solo il Rettore". A rimarcare la distanza da ogni personalizzazione anche l’idea ispiratrice del ritratto, che pure rispetta la tradizione di rappresentare i volti dei rettori che hanno guidato l’ateneo negli ultimi 150 anni. Lo testimonia la scelta dell’artista di rappresentare il volto come in filigrana, aggiungendo come elementi di contorno una serie di oggetti, tra cui il sigillo d’ateneo.
Entrando un po’ di più nel dettaglio, la tavola (50,5 per 67 centimetri) è a tecnica mista. La parte superiore è in pirografia, ovvero realizzata con l’utilizzo di una punta incandescente che incide il legno e dona rarefazione e trasparenza. Qui vi campeggiano tre profili del busto di Calzolari, parzialmente sovrapposti e raffigurati in scala e ad angolazione variabile. La metà sottostante, a collage e tecniche varie, è al contrario satura di materia ed è occupata da nove buste di carta, simboli della memoria ma che ricordano anche, attraverso la loro forma, una casa. Dalle buste spuntano diversi oggetti: gli occhiali, una rosa, un pennino, un orologio, un paio di forbici, un campanello, un libro e un dettaglio di un antico bassorilievo, quasi a formare una sorta di scrivania ideale.
E’ Pozzati stesso, a questo punto, a prendere la parola, circondato com’è da due amici, i due rettori. Ed è lui a spiegare: "Perché ho accettato? Perché l’arte vive sempre in bilico tra rappresentazione e presentazione, tra originarietà e originalità. Per questo ho voluto realizzare un’opera che da un lato fosse una rappresentazione, nella parte in alto con il volto, e dall’altro una presentazione di oggetti del sapere, gli occhiali, la penna, il libro. E poi c’è la rosa, che è un omaggio al fiore tanto amato da Calzolari".