"A un chimico della materia, da un chimico della parola". Il filologo Ivano Dionigi scelse questa formula per dedicare una copia del suo libro su Lucrezio al chimico Vincenzo Balzani. La dedica rimandava a una comunione di intenti tra due sfere del sapere che oggi è alla base di "Scientia rerum", il convegno promosso dal Centro Studi sulla Permanenza del Classico per far dialogare la cultura scientifica con quella umanistica. L’appuntamento è dal 29 settembre (ore 8.45) al 1 ottobre, quando, nell’Aula Magna di Santa Lucia (via Castiglione 36), classicisti e scienziati si confronteranno sullo statuto classico e moderno di biologia, chimica, politica, economia, medicina, architettura, astronomia e robotica.
Due le anime del convegno, a cui, per ogni giornata, sono già state raccolte ottocento adesioni. La prima, inaugurata dalla lezione magistrale di George Steiner (giovedì 29 settembre ore 9.15), cercherà di ripercorrere la traiettoria storica che ha portato all’attuale dicotomia tra umanesimo e scienza. La seconda, che prenderà spunto dalle riflessioni di Daniele Del Giudice e Giulio Giorello, si concentrerà invece sui diversi modelli conoscitivi delle scienze e delle humanities.
"Perché convocare gli scienziati di fronte ai classici?", si chiede il prof. Dionigi, direttore del Centro Studi La Permanenza del Classico. "Non per nostalgia – risponde il docente – né per illusione di continuità, ma perché, misurandosi con una cultura che è al contempo fondativa e antagonista del nostro presente, gli scienziati possano, da un lato, storicizzare i propri saperi e, dall’altro, mostrare come i classici, anche se superati nelle risposte, restano necessari per formulare nuove domande". Un recupero delle proprie radici all’insegna dell’apertura tra le culture che è fondamentale anche per il prof. Balzani: "Quando faccio lezione di chimica – racconta il professore – tento sempre di mettermi in contatto con la realtà. Bisogna far capire infatti dove si fa scienza e dove la scienza viene impiegata".
Alla presentazione di "Scientia Rerum – la scienza di fronte ai classici" ha preso parte anche il Prorettore vicario Luigi Busetto, che ha anticipato, all’interno del convegno (sabato 1 ottobre, ore 9.30), la presentazione di un progetto pilota di didattica dell'Ateneo "Antichità classica e linguaggi delle scienze". "Il progetto – spiega Busetto – intende andare incontro alle esigenze dei colleghi scientifici che lamentano negli studenti assenza di cultura di base e di prospettiva storica".
A tutti i partecipanti al convegno, patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Bologna, dalla Regione Emilia Romagna e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, verrà consegnata una pubblicazione con tutti i testi classici (in originale – greco o latino – e in traduzione) su cui gli umanisti e gli scienziati baseranno i loro confronti.