La comunità mondiale degli scienziati e il grande pubblico attendono dal Cern di Ginevra le nuove scoperte che promettono di estendere o rivoluzionare la conoscenza dell'Universo e delle sue origini. Dal 7 all'11 settembre, il convegno internazionale "Frontier Physics at the LHC", organizzato al Complesso Universitario Belmeloro (via Belmeloro, 14) dalla sezione bolognese dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, ospiterà 350 scienziati provenienti da laboratori e università di tutto il mondo per discutere lo stato della nuova macchina acceleratrice Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra dopo l’incidente dello scorso anno e i progetti di ricerca scientifica in vista della sua imminente riaccensione.
L’acceleratore Lhc è il più grande e complesso strumento scientifico mai costruito dall'uomo e consentirà di creare in laboratorio condizioni sperimentali senza precedenti. Quattro grandi apparati sperimentali - alla cui realizzazione la comunità scientifica dei fisici bolognesi ha contribuito in modo determinante - sfrutteranno le condizioni create dalla macchina acceleratrice per studiare gli aspetti ancora ignoti della struttura della materia e delle sue origini, dal Big Bang fino ai giorni nostri.
In particolare, a Bologna si riuniranno gli scienziati che utilizzano l'apparato Compact Muon Solenoid (Cms), basato sul più grande magnete superconduttore esistente al mondo e costruito da una collaborazione internazionale che comprende circa 2300 fra fisici ed ingegneri.
Sia l'acceleratore che gli apparati sperimentali sono basati su tecnologie di avanguardia in vari campi, dalla superconduttività, alla criogenia e al vuoto, dai sensori a stato solido alla trasmissione dati e all’elettronica veloce. Inoltre, l'enorme quantità di informazioni prodotta dagli esperimenti, equivalente all'1% del volume totale di informazioni scambiato quotidianamente sulla Terra, potrà essere analizzato solo grazie alla "Grid", una infrastruttura di calcolo di ultima generazione basata su risorse informatiche distribuite in tutto il pianeta. Il contributo dell'industria - di quella italiana in particolare - è stato determinante nella maggior parte di questi campi.