Unibo Magazine
La sclerosi multipla (SM), o sclerosi a placche, è una malattia grave del sistema nervoso centrale, cronica e spesso progressivamente invalidante. In Italia 52.000 persone sono colpite da SM, uno ogni 1100 abitanti, e ogni anno si verificano 1.800 nuovi casi. Il costo sociale annuo è di circa un miliardo e 600 milioni di euro (vedi sito Associazione Italiana Sclerosi Multipla, http://www.aism.it/).

La malattia è ancora misteriosa sia sul piano etiologico che su quello patogenetico. Come molte patologie croniche, presenta varie fasi nelle quale infiammazione, reazione autoimmune, demielinizzazione e danno nervoso si susseguono e sovrappongono a generare un complesso quadro sintomatologico. In particolare, la distruzione della mielina che isola le fibre nervose indotta dall'infiammazione e dalla risposta immunitaria, porta ad un irreversibile danno nervoso, responsabile dei deficit sensitivo-sensoriali, motori e cognitivi che caratterizzano la fase cronica della malattia. Nonostante i precursori degli oligodendrociti, le cellule responsabili per la formazione della guaina mielinica siano presenti nelle lesioni demielinizzate nelle fasi acute della malattia, per ragioni non note non sono in grado di riparare la guaina mielinica.

Il laboratorio coordinato dalla Prof. Laura Calzà e D.ssa Luciana Giardino presso l'Università di Bologna, sta da molti anni studiando possibili strategie non invasive per potenziare la capacità di rimielinizzazione in corso di sclerosi multipla, possibilità non è del tutto scomparsa, ma fortemente deficitaria in questa malattia. La strategia utilizzata cerca di "copiare" i meccanismi cellulari e molecolari che portano alla mielinizzazione nel Sistema Nervoso Centrale (SNC) nel corso dello sviluppo ad opera degli oligodendrociti. In questo processo gioca un ruolo fondamentale l'ormone tiroideo. E' noto che la mielinizzazione delle fibre nervose nel SNC avviene nel periodo perinatale, periodo nel quale i precursori degli oligodendrociti proliferano intensamente e diventano sensibili all'azione dell'ormone tiroideo. In coincidenza con questa attività cellulare, giunge a maturazione la funzione tiroidea e si registra un innalzamento dei livelli ematici degli ormoni tiroidei. Questo segnale è essenziale nel far differenziare i precursori degli oligodendrociti in oligodendrociti maturi, capaci di mielinizzare le fibre assonali.

Secondo questo nuovo studio eseguito nel ratto, l'ormone tiroideo può aiutare a rimielinizzare le fibre nervose che rimangono "nude" nella sclerosi multipla (MS). In questo nuovo studio, Laura Calzà e coll. hanno dimostrato che la somministrazione di ormone tiroideo nella fase acuta della malattia sperimentalmente indotta nel ratto accellera la rimielinizzazione e protegge la fibre nervosa dalla degenerazione. Questo effetto è ottenuto solo se l'ormone è somministrato in uno specifico intervallo temporale della malattia, cioè la sua fase acuta. In questa fase infatti, i precursori degli oligodendrociti iniziano a proliferare, diventando così sensibili all'azione dell'ormone tiroideo, e si trasformano in oligodendrociti capaci di produrre mielina. Le guaine mieliniche che rivestono i fasci nervosi appaiono, negli animali affetti dalla malattia e trattati con l'ormone tiroideo, sostanzialmente integri, e i parametric morfologici del rivestimento mielinico e dell'assone non diversi dagli animali di controllo.

Per rispondere alle domande relative al possibile trasferimento di questo approccio alla clinica, è già iniziato uno studio sul primate, anch'esso in collaborazione con l'Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del CNR, Roma; Dr. Luigi Aloe e Prof. Rita Levi-Montalcini) cofinanziato da Fondazione CARISBO e  Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), nel quale agli esperimenti biomolecolari sarà associato lo studio in vivo delle placche di demielinizzazione mediante Magnetic Resonance Imaging. Un trattamento efficace della MS richiederà molteplici strategie terapeutiche: i ricercatori dell'Università di Bologna suggeriscono che l'ormone tiroideo possa rappresentare un nuovo partner terapeutico, non invasivo, per la terapia di questa malattia.

La ricerca è stata condotta presso l'Università di Bologna, supportato da Fondazione CARISBO, Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e ISS, progetto cellule staminali.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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"Thyroid hormone administration enhances remyelination in chronic demyelinating-inflammatory disease," by Mercedes Fernandez, Alessandro Giuliani, Stefania Pirondi, Giulia D'Intino, Luciana Giardino, Luigi Aloe, Rita Levi-Montalcini, and Laura Calzà, Proceedings of the National Academy of Science, USA, published November 8, 2004, 10.1073/pnas.0407262101 OPEN ACCESS ARTICLE,  vol. 101 | no. 46 | 16363-16368