Unibo Magazine
"Chiunque nasca su questa terra ha il sacrosanto diritto all’alimentazione- – esordisce Bruno Marangoni, docente del Dipartimento di Culture Arboree, che evidenzia come in molti paesi dell’Asia e dell’Africa manchi la possibilità di trovare il seme necessario per aver un minimo di produzione per l’alimentazione di base della popolazione. "In molti casi il seme non arriva alle comunità rurali che non possono pagarlo, oppure quel poco di prodotto che avevano conservato per le future semine viene "mangiato" dai componenti della famiglia durante i periodi di carenza alimentare".

Anche nel 2008, alla fine delle semine primaverili, la Facoltà di Agraria ha continuato la raccolta delle sementi presso alcune Ditte sementiere. Negli scorsi anni le sementi erano state spedite alla Scuola agraria di Hagaz in Eritrea, poi la difficile situazione del Paese ha ridotto fortemente l’attività di assistenza tecnica della Missione e Scuola agli agricoltori. Per questo motivo, in accordo con il Rotary Club di Lugo (Ravenna) è stata individuata la Diocesi di Djougou in Benin come destinataria delle sementi raccolte. La scelta è stata motivata dall’attività di assistenza tecnica effettuata da alcuni anni in Benin dal Rotary Club di Lugo. Un gruppo di persone, con esperienza in diversi settori agro-industriali, trascorrono infatti periodi di lavoro presso la diocesi, inviando anche i mezzi tecnici necessari per il miglioramento del sistema produttivo e sanitario.

Sorgo, mais, cipolle, rape arriveranno così alla Missione, situata nel nord-ovest del Benin, (verso il Togo), e retta dal Vescovo Mons. Paul Kouassivi Vieira, assieme ad un gruppo di sacerdoti e religiose. La Missione gestisce il collegio Jean Paul II° ed è attiva nell’educazione scolastica di base e per la formazione professionale dei giovani dai 18 ai 24 anni. Accanto al collegio vi è l’azienda agraria con attività produttive e di allevamento animale. La struttura agricola, gestita dalla popolazione locale fornisce gran parte dei prodotti alimentari utilizzati nella mensa del collegio e dalle famiglie locali. La scuola opera anche sul territorio, dando supporto tecnico alla popolazione rurale che vive in condizioni di forte povertà e senza la disponibilità di capitali per acquisire i mezzi tecnici per coltivare, comprese le sementi. Proprio di recente alcune migliorie all’azienda (come la creazione di un laghetto per la riserva di acqua, l’introduzione dell’irrigazione per la produzione di ortaggi, frutta e cereali, forno e attrezzature per la produzione del pane, insegnamento della tecnica agricola, miglioramento degli edifici e delle condizioni sanitarie) hanno subito un notevole impulso grazie agli aiuti e alla presenza, anche se temporanea, di persone coordinate dal Rotary Club di Lugo di Ravenna, e in particolare dal Presidente Romano Celli.

La Facoltà di Agraria, in linea con le numerose attività di internazionalizzazione dell’Ateneo e col programma di recupero dei prodotti alimentari, avviato dal Preside Andrea Segrè per i prodotti alimentari, ha sensibilizzato alcune Ditte sementiere (come SIS Foraggera, CAC di Cesena), che hanno consegnato i prodotti invenduti, ma ancora sani e validi per la piantagione, alla stessa Facoltà. Grazie all’impegno di giovani ricercatori (come l’ing. Giovanni Molari e Giovanni Sorrenti), la Facoltà stessa può curare il collocamento di tali semi in Paesi che hanno difficoltà a reperirli. Dopo aver reperito il seme spetta infatti alla Facoltà il compito, di trovare il contatto con la struttura del Paese destinatario, fare la scelta specie idonee al territorio, non solo per il clima, ma anche per le abitudini alimentari e la tradizione della popolazione. La scelta della struttura di riferimento è fondamentale per la spedizione e consegna dei materiali e per la parte di assistenza tecnica, necessaria per la coltivazione.

Tornando alla spedizione di quest’anno il lotto di sementi in partenza per il Benin, oltre all’azienda della Diocesi, verrà distribuito anche alle piccole aziende familiari, gestite in gran parte, con il lavoro delle donne. Alle piccole aziende verrà fornita assistenza tecnica dalla scuola di formazione del Centro vescovile di Djougou, al fine di favorire sviluppo dell’agricoltura integrata famigliare simile a quella esistente in Italia fino alla seconda guerra mondiale.

"Simili iniziative – conclude Marangoni - sono assai limitate e puntiformi e riguardano un gruppo di persone, quindi sono una goccia di acqua nel mare di sperequazioni e carenze non solo alimentari che affliggono molti Paesi che il mondo industrializzato definisce in via di sviluppo. Non conosco le soluzioni immediate ma gli attuali Paesi, classificati ricchi , dovrebbero seminare di più nei Paesi poveri, insegnare a raccogliere, ma soprattutto lasciare qualche chicco per mangiare a chi è nato in un territorio più sfortunato e diseredato di quello che noi abbiamo trovato".

L’iniziativa sarà estesa anche ad altri Paesi, grazie anche alla collaborazione di altri Enti pubblici e privati, purché vi sia una garanzia sull’utilizzo del materiale a beneficio del territorio e della popolazione locale.