Riuscire ad attirare l'attenzione dei ragazzi che stanno finendo le superiori e si apprestano a scegliere il proprio percorso universitario non è certo un'impresa semplice, sommersi come sono da stimoli di ogni tipo, provenienti soprattutto dal mondo dei nuovi media. Tuttavia l'università può trovare nelle nuove tecnologie alleati preziosi per comunicare con i giovani.
E' con questo spirito che la Presidenza della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, in occasione di AlmaOrienta 2011, ha deciso di realizzare, in collaborazione con la società di produzione Articolture, sette mini spot per promuovere la Facoltà. Gli spot hanno un' unica storia come filo conduttore, che racconta di un ragazzo, piuttosto presuntuoso e sempliciotto, il quale scopre di esser l’unico a Bologna a non conoscere e a non parlare le lingue straniere.
L'ambientazione è quella di una città familiare ed insieme inconsueta, in cui tutti parlano le lingue, anche le più strane ed esotiche. Ci si può imbattere quindi in umarells che discutono in portoghese, sfogline che chiacchierano in persiano e baristi in finlandese."A Bologna le lingue le san tutti…", per l’appunto, "tranne lui", il povero protagonista: tra silenzi imbarazzati, secchiate d’acqua in via del Pratello e fidanzate soffiate da un cameriere più acculturato, il protagonista comprende la propria inadeguatezza e nell’episodio conclusivo corre ad iscriversi alla Facoltà di Lingue.
A fianco dell'attore principale, l'esordiente Francesco Forte, si alternano comparse e figuranti sia appartenenti alla Facoltà (alcuni docenti e studenti e persino la Preside) sia bolognesi che si sono prestati a titolo gratuito per questo progetto. Anche per le location si è deciso di privilegiare gli ambienti della Facoltà e dell'Alma Mater in generale, alternati a scorci cittadini.
Oltre ad AlmaOrienta, i video saranno promossi anche in occasione delle giornate dell’orientamento specifiche della Facoltà e a partire dal sito inizieranno il loro viaggio nella rete, tra blog, social network e forum tematici: gli spot sono stati pensati appositamente per una diffusione virale.