19 maggio 2009. Scoppia un’insurrezione in Nagorno-Karabakh, regione dell’Azerbaigian a maggioranza Armena. Nelle stesse ore, la giovane repubblica di Corona è vittima di un attacco terroristico da parte del Global Liberation Front. Tutto il mondo attende la reazione della più grande alleanza militare della storia: la NATO. I delegati dei paesi alleati si incontrano a Bertinoro, per prendere decisioni riguardo alla crisi. Decisioni che possono cambiare il mondo. Ben presto, con l’entrata in scena di Cina ed Iran, la crisi diviene globale. La tensione sale, le pressioni esterne - tra cui quelle prodotte dall’intervento dei media - aumentano con il passare delle ore. Riusciranno i partecipanti al summit ad arrivare ad un consenso su come gestire la situazione?
Solo che Corona non figura in nessun atlante geografico: tutto ciò avviene nel mondo virtuale del NATO Model Event, la simulazione di un incontro del Consiglio Nord Atlantico, organizzata per il terzo anno consecutivo dalla Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli" di Forlì e dal Comando Alleato per la Trasformazione (ACT) della NATO, con sede a Norfolk, Virginia, e che si è svolta presso il Centro Universitario di Bertinoro nei giorni 19 e 20 maggio scorsi.
Trentaquattro studenti provenienti dalla Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli" dell'Alma Mater e dalle Università di Milano Statale, Università Cattolica, di Lubiana, di Bath, di Anversa e dall’Istituto Universitario Europeo di Firenze hanno potuto mettere in pratica le conoscenze acquisite nelle aule universitarie e sperimentare le difficoltà e le soddisfazioni della diplomazia. La diversa provenienza degli studenti ha contribuito a creare un’atmosfera internazionale, rendendo l’incontro ancora più realistico.
L’evento, che si è svolto come di consueto in lingua inglese, è il frutto della proficua collaborazione, oramai triennale, tra la Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli" e il Comando Trasformazione della NATO, che nel giugno del 2007 hanno firmato congiuntamente un memorandum di intesa per la realizzazione periodica di questo tipo di iniziative.
Durante la simulazione, ogni studente-ambasciatore ha avuto modo di illustrare la posizione nazionale del proprio paese e di soppesare questa con le esigenze della diplomazia. Nonostante le numerose divergenze sorte in ben quattro, lunghe sessioni di lavoro, la simulazione si è conclusa con la risoluzione di ben tre crisi internazionali e con la soddisfazione generale di partecipanti ed organizzatori.