Unibo Magazine

Il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato un identikit del consumatore europeo. Lo ha fatto commentando i risultati principali di un sondaggio realizzato sugli stili di acquisto di venti paesi del vecchio continente.

Dai numeri emerge che la maggioranza dei consumatori compra perché ne ha bisogno. Tutto vero o sotto sotto è la coscienza che copre tendenziosamente peccatucci di vanità?

"La risposta è sicuramente tendenziosa", risponde Daniela Calanca, docente al Polo scientifico didattico di Rimini. "Però – prosegue Calanca – la risposta è abbastanza vera. Il consumo è diventato una necessità, una forma imprescindibile per la realizzazione individuale. Forse proietto un po' me stessa, ma, a mio parere, se un occidentale fosse improvvisamente trapiantato in un contesto estraneo al consumismo, probabilmente impazzirebbe o comunque cercherebbe altri canali per la propria curiosità, per la propria voglia di moda come ricerca del nuovo".

Non si può fare a meno del consumo dunque. Ma cosa consumano storicamente gli italiani?
"Negli anni ’60 il boom ha decretato status symbol italiani la 500 e la vacanza. In fondo la situazione da allora a oggi non è cambiata di nulla. L’auto è diventata più potente, ma la vacanza resta un fenomeno di costume, una delle principali fonti per la realizzazione del sé. E pochi, davvero pochi, dicono di non andare da nessuna parte perché non attirati...".

Tutti in partenza allora. Uomini e donne indistintamente?
"Indistintamente. Le differenze di genere nascono solo di fronte alla tecnologia. La donna è tuttora ancorata al binomio moda-bellezza, mentre l’uomo si orienta di più su acquisti hi-tech come cellulari o palmari".

La ricerca dice poi che i quaranta sono i nuovi trenta. Conferma?
"Non solo i quaranta. Anche i cinquanta sono della partita. Il miglioramento della qualità della vita fa sentire eternamente giovani e il mito del corpo aitante contraddistingue ormai anche le generazioni più mature".

Ma tra questi nuovi consumatori e i tradizionali teenager che differenza c’è?
"Il consumatore maturo è ormai un esperto. I quarantenni scelgono: hanno la possibilità economica per farlo e vanno nel locale più trendy, quello che a loro più piace. I ventenni invece sperimentano: fanno di tutto, a random. Certo hanno vincoli familiari, ma meno forti che in passato. Il genitore dice no, ma loro vanno lo stesso, senza troppe negoziazioni".

Si direbbe in conclusione che tutti consumano...
"Tutti, anche gli intellettuali più di sinistra sono parte del meccanismo. La differenza è solo nel grado di coscienza di questa dipendenza e nella tipologia di acquisto. Per il resto consumare è una necessità di tutti e tutti acquistano per realizzare se stessi".