Unibo Magazine

Dopo venti anni di incessanti studi e monumentali lavori che hanno coinvolto fisici, ingegneri, tecnici e personale di supporto provenienti da oltre 80 paesi, tutto sembra pronto per il fatidico momento dell'accensione. Il prossimo 10 settembre è la data stabilita per l'avvio ufficiale del Large Hadron Collider, il più grande e complesso strumento scientifico mai costruito. E anche a Bologna ci sarà modo di celebrare l’evento con un incontro al Dipartimento di Fisica (via Irnerio, 46), dove dalle 10 alle 15 sarà aperto un collegamento web con il CERN di Ginevra.

La struttura è imponente: un tunnel di 27 chilometri di circonferenza che corre a 100 metri di profondità vicino a Ginevra, tra Svizzera e Francia. Gli obiettivi sono ambiziosi: studiare l'origine della massa, capire cosa sono la materia oscura e l'energia oscura, scoprire se esistono altre dimensioni oltre le tre spaziali e quella del tempo, ricostruire l’evoluzione dell’Universo a partire dal Big Bang sono solo alcune delle possibilità che il LHC è in grado di regalare agli scienziati.

L'accensione del grande acceleratore di particelle del CERN di Ginevra non è un'operazione semplice. I 1600 magneti superconduttori, divisi lungo otto settori, saranno raffreddati a una temperatura vicina allo zero assoluto (1.9 gradi Kevin, -271 °C). Raggiunta questa condizione, due fasci di protoni saranno fatti circolare in senso opposto, producendo ogni secondo più di 40 milioni di urti. L’energia che questi scontri ad elevata velocità tra protoni riescono a generare, paragonabile soltanto a quella esistita nei primi istanti di vita del nostro universo, sarà allora sufficiente per la creazione delle nuove particelle che i ricercatori intendono studiare.

Il progetto del Large Hadron Collider, che ha visto coinvolti più di 80 paesi, ha visto anche l'apporto dell'Università di Bologna, con docenti e ricercatori del Dipartimento di Fisica e membri della sezione locale dell'INFN - Istututo Nazionale di Fisica Nucleare. Quattro sono i gruppi di ricerca bolognesi che negli ultimi 15 anni sono stati impegnati nel progetto, lavorando ai quattro esperimenti installati presso il LHC: ATLAS, CMS, ALICE, LHCb. Attività, queste, che hanno anche portato alla progettazione ed alla realizzazione a Bologna del più grande centro di calcolo italiano (ed uno dei 10 più grandi a livello mondiale) che lavora con tecnologia GRID. In ambito universitario, poi, il lavoro svolto attorno al progetto del CERN ha permesso una continua formazione di laureati e di studenti di dottorato, che si sono successivamente affermati ai più alti livelli di ricerca internazionale nel settore.

La partenza del Large Hadron Collider è prevista per mezzogiorno del 10 settembre. Al Dipartimento di Fisica dell’Alma Mater sarà possibile a tutti assistere in diretta all’inizio di questa nuova ricerca scientifica internazionale, assieme ai direttori della Sezione di Bologna dell’INFN e dello stesso Dipartimento di Fisica.