Parte oggi, martedì 24 marzo, "Live Arts Week", nuova iniziativa promossa dal network di promozione artistica a cultuale Xing e nata dalla fusione dei festival Netmage e F.I.S.Co. (Festival internazionale sullo spettacolo contemporaneo). Fino a domenica 29, in sei diversi luoghi del centro storico di Bologna, va in scena un ricco programma incentrato sulle live arts. L'Università di Bologna è tra i partner dell'iniziativa.
Nowhere
Ad aprire e accompagnare per tutta la settimana "Live Arts Week", fino alla chiusura, è il progetto "Nowhere", concepito e realizzato dal pianista Marino Formenti. Per dodici giorni Formenti siederà al pianoforte, suonando e vivendo nello stesso luogo (piazza de' Celestini 6/a). Sfuma così la divisione tra scena e vita, tra giorno e notte, annullando le convenzioni di tempo, programma e luogo. La performance di Formenti è ripresa totalmente anche in streming.
Low Pieces
L'opening serale di "Live Arts Week" sarà invece al Teatro Duse (ore 21), con la prima italiana di "Low Pieces", spettacolo del coreografo francese Xavier Le Roy. Lo spettacolo si interroga su come percepiamo il corpo: rifiutando i codici dell'abito e sottraendo il movimento alle abitudini sociali, Le Roy propone allo sguardo dello spettatore una comunità svincolata della sua umanità. Davanti agli occhi del pubblico una suite di passaggi coreografici suggerisce un altro modo di essere al mondo.
Palazzo Re Enzo
Palazzo Re Enzo è la sede centrale della settimana di eventi. Al suo interno è allestita la "Sala dello spazio tra i denti", ambiente realizzato e vissuto da Canedicoda e Mirko Rizzi (Gabbianacci) che vedrà, tra le altre cose, le invenzioni edibili di Silvia Costa, emissioni live giornaliere e performance sonore progettate da Ottaven con ospiti inattesi. Il tutto è visibile anche in diretta streaming.
A Palazzo Re Enzo c'è anche "Flogisto", un'opera ambientale commissionata a Luca Trevisani: macchina misteriosa per la cattura delle tre dimensioni, un Locus solus ricostruito sullo spazio planare di uno scanner che si espande nello spazio.
Il salone principale del palazzo ospita poi una programmazione disseminata lungo l'arco della settimana che incrocia live media e live musicali.
Tra i tanti ospiti attesi ci sarà anche Hartmut Geerken, musicista e filmmaker tedesco, figura ponte di una relazione con la grande tradizione dello sperimentalismo musicale. Geerken è protagonista di "The White Screen is a Red Cape", una sessione immersiva di otto ore costituita dalla proiezione di rarissimi documenti video di azioni e performance degli anni '70, girati con strano estro, e intarsi sonori realizzati dal vivo dall'autore.
Spazio Carbonesi
Altra sede cardine di "Live Arts Week" è lo Spazio Carbonesi (via De' Carbonesi, 11), che ospita una mostra e due progetti modulari articolati in capitoli. Dei "Salons con lecture/performance, tea time & guests" che invitano a seguire l'avanzamento delle ricerche di Cristina Rizzo e Lucia Amara con "Loveeee - Primo, secondo e terzo discorso con esercizi di grazia" (25, 26 e 27 aprile) e di Antonia Baehr con "Beginning with Abecedarium Bestiarium" (28 e 29 aprile). Lo Spazio Carbonesi accoglie inoltre "I Passanti. Mostra di ritagli di giornale" di Claudia Castellucci.
Hotel Palace
Ultimo spazio abitato da "Live Arts Week" è l'Hotel Palace (via Montegrappa, 9/2), che ospiterà il nuovo lavoro del coreografo e regista francese Yves-Noël Genod. Creatore pluri-disciplinare, Genod realizza spettacoli ispirati ai contesti, fabbricandoli sul corpo delle persone come un sarto: haute couture a partire dagli interpreti, dai luoghi e dai pubblici.