Unibo Magazine

Sangue, saliva, urina: quali campioni prelevare, in campo di sicurezza stradale? A Bologna, si è sperimentato per un anno e mezzo un nuovo protocollo, basato su sangue e saliva. In particolare, le Forze dell’Ordine impegnate nella sicurezza stradale hanno prelevato la saliva e proposto il prelievo di sangue in caso di contestazione, mentre negli incidenti stradali è stato effettuato solo il prelievo di sangue.


Grazie al coordinamento tra istituzioni (Regione, Università, Forze dell’Ordine, Comune, Aziende Sanitarie), da maggio 2010 sono stati possibili controlli più capillari, con tecniche molto più efficaci sia per costituire prove nell’ambito di un eventuale processo, sia a garantire l’automobilista. Importanti, di conseguenza, anche per il loro impatto sul contenzioso assicurativo.


Se ne è parlato ieri, giovedì 23 febbraio, al convegno "Sicurezza stradale e consumo di sostanze stupefacenti e psicotrope", dove, tra gli altri, Elia Del Borrello, responsabile del laboratorio di Tossicologia Forense, Medicina legale dell’Università di Bologna, Mila Ferri, responsabile Servizio Salute mentale, Dipendenze patologiche e salute nelle carceri della Regione Emilia-Romagna, Valter Giovannini, procuratore aggiunto della Procura di Bologna,  Giovanni Pioda e Mario Mazzotti, del Servizio Sanitario della Questura di Bologna hanno presentato i dati del progetto pilota applicato su Bologna e provincia.


Nel corso del convegno sono stati presentati anche i dati sulla incidentalità a Bologna e provincia che sono emersi nel corso della sperimentazione del test
: sui 676 incidenti di questo ultimo anno e mezzo, in  475 sono risultati negativi all’alcol, 132 positivi, 521 negativi alle droghe, 56 positivi. Le analisi condotte durante questo progetto hanno consentito infatti di misurare il livello di alcol o di sostanze nel sangue e la conseguente riduzione della capacità di guida.  I risultati dei numerosi controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine su strada e gli esami effettuati dopo incidenti stradali hanno permesso di evidenziare la distribuzione delle positività, per alcol e stupefacenti, nella popolazione esaminata rapportandola all’età dell’assuntore, alla gravità delle lesioni ed alla tipologia delle sostanze assunte.


La complessità relativa alle alterazioni psicofisiche alla guida è stata affrontata anche con tecniche di farmacogenetica, utili per la comprensione della variabilità individuale del metabolismo e degli effetti di alcune sostanze psicotrope, di cui ha riferito Susi Pelotti responsabile del laboratorio di genetica forense Medicina legale dell’Università di Bologna.

I dati confermano la valutazione dell’utilità dei controlli a fini preventivi, considerando che nel 2011 si è rilevata una diminuzione delle sanzioni comminate per abuso di alcol o stupefacenti.

Inoltre, sempre per la prevenzione degli incidenti stradali, è stato attuato il progetto "Guida la notte", coordinato dal Comune di Bologna, che prevede diverse linee di azione nei luoghi di aggregazione giovanile (discoteche, scuole, palestre e per strada).


In particolare sono stati effettuati controlli sulla saliva per gli stupefacenti e con etilometro per l’alcol, tutti in totale anonimato, ai quali si sono affiancati interventi di psicologi, volontari dell’emergenza e operatori sociali, al fine di instaurare un’informazione mirata esclusivamente alla prevenzione ed alla conoscenza delle problematiche.


Parallelamente è stato sperimentato anche un modello alternativo alla pena, che vede l’inserimento della persona in lavori cosiddetti "socialmente utili" (spesso all’interno di una cooperativa sociale), con predilezione per una attività di supporto alla prevenzione dell’abuso di alcol o droga  (previsto dal decreto legislativo 285/92 agli art. 186 comma 9bis e 187 comma 8bis).