Forlì, ore 15 di mercoledì 11 giugno 2008, conferenza stampa del Consiglio Nord Atlantico (NAC) della Nato: la nave dei terroristi di Corona è accerchiata dalle forze Nato, in modo da essere bloccata nelle acque del Mediterraneo. È l’ultimo atto della crisi internazionale che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso e ha costretto la convocazione di urgenza del NAC. Lo Stato di Corona (situato a nord del Mar Rosso), a seguito di un colpo di Stato, è stato conquistato da un gruppo terroristico e il NAC è stato costretto a intervenire attraverso il dispiegamento di una Forza di Risposta Rapida (RRF) per evacuare la popolazione occidentale presente sull’isola; una cellula dello stesso gruppo terroristico si impossessata nel Mediterraneo di una nave petroliera di bandiera greca e, carichi di esplosivo, si dirigono verso le coste francesi minacciando di attaccare il territorio. C’è poco tempo per decidere; i rappresentanti degli Stati presneti nel NAC discutono; la Grecia non vuole che la nave venga affondata perché il personale di bordo è greco; intervengono i vertici militari che segnalano le diverse difficoltà a cui si va incontro nel caso di attacco alla nave con forze speciali. Ma il tempo scorre e la nave si avvicina sempre di più, forse in direzione di Barcellona, forse in direzione di Marsiglia, urge sempre di più la decisione e una decisione all’unanimità perché questo prevede il regolamento del NAC. Il Comitato Militare propone al NAC tre possibili interventi: accerchiamento della nave e scorta verso una zona sicura; intimazione alla resa e in caso contrario bombardamento; intervento ad opera delle SOF (Special Operation Forces) affinché venga preso il controllo della nave. Il NAC decide e annuncia in conferenza stampa che la nave sarà accerchiata, ma… i terroristi, in trappola, invece di arrendersi fanno saltare la nave. L’attacco al territorio europeo è stato evitato, ma ora gli organismi internazionali dovranno occuparsi del disastro ambientale causato dall’esplosione della petroliera in pieno Mediterraneo.
Fantapolitica? No: è successo per davvero come spiegano Marialaura Lanzillo, Chiara Rogate e Valentina Palmieri. E' successo a Forlì, alla Sala Convegni dell’Hotel della Città, durante una simulazione di crisi internazionale, il Nato Model, organizzata dalla Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli" e dal Comando Alleato per la Trasformazione (ACT, organo Nato sorto in seguito al Summit di Praga del 2002 per la trasformazione delle capacità militari, dell’efficienza delle operazioni, dell’interoperabilità, e che ha sede a Norfolk, Virginia).
Dal 9 all’11 giugno 39 studenti (30 della Ruffilli e 9 provenienti da altre università italiane), selezionati sulla base del merito e della competenza in inglese, hanno simulato il funzionamento del NAC, che è l’unico organo decisionale NATO ed è composto, oltre che dai 26 rappresentanti degli Stati membri, da un Segretario Generale, da un vice Segretario Generale (l’italiano Alessandro Minuto Rizzo), da un Supreme Allied Commander in Europa (SACEUR) e da altre figure dello staff militare. Inoltre due studentesse hanno simulato il ruolo della stampa.
Anche quest’anno, dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, Forlì è stata scelta dalla Nato come sede della simulazione (di norma la Nato svolge questa simulazione due volte all’anno: quest’anno le sedi sono state Harvard e appunto Forlì).
"Al di là dell’inevitabile risvolto ludico (un gioco di ruolo dal vivo)- spiega la professoressa Marialaura Lanzillo - scopo principale e formativo di questa simulazione è stato quello di permettere agli studenti di prendere confidenza con il Processo Decisionale in seno al Consiglio Nord Atlantico della NATO, di rendere comprensibile il funzionamento dello stesso processo decisionale (e soprattutto dei compromessi del caso), e di dimostrare agli studenti come, in situazioni di crisi, la cooperazione diplomatica, economica e militare sia oltremodo necessaria".
L’esperienza è stata molto positiva con soddisfazione tanto dei funzionari Nato (quelli veri) che hanno guidato la simulazione, tanto dei professori di Relazioni internazionali, Filippo Andreatta e Sonia Lucarelli, che hanno preparato gli studenti, quanto degli stessi studenti, che hanno potuto sperimentare, in modo davvero realistico con tanto di colpi di scena ed escalation della crisi, telegiornali che riportavano il dramma di Corona e il pericolo nel Mediterraneo, ecc., come funziona un organismo internazionale.
Talmente positiva che già si comincia a progettare il prossimo anno, pensando magari a una simulazione che coinvolga a Forlì, oltre alla Ruffilli, alcune università europee.