Unibo Magazine
Alcuni mesi fa un team di ricercatori inglesi, australiani, americani e italiani aveva individuato PSR J0737-3039, una pulsar, ovvero una particolare stella di neutroni, che emetteva segnali radio tali da far presagire la vicinanza di un'altra stella. Ora, dopo un intenso periodo di osservazioni compiute presso il radiotelescopio di Parkes in Australia, ciò che si supponeva è stato avvistato: è una stella "gemella" e per la prima volta, quindi, si dispone di immagini per investigare un sistema binario di pulsar tenuto assieme da legami gravitazionali.

La scoperta, realizzata anche grazie a Marta Burgay, dottoranda dell’Università di Bologna, è stata accolta con interesse dalla comunità di ricerca, perché le due pulsar danno ai ricercatori un laboratorio per verificare sperimentalmente le divergenze tra le teorie di Einstein e quelle di Newton: con la loro elevatissima velocità di rotazione le due stelle offrono infatti un sistema fisico estremo in grado di rendere percepibili gli effetti della Relatività Generale, mentre con le loro emissioni radio, paragonabili alle “lancette” di un orologio atomico, offrono agli astronomi due precisissimi strumenti di misurazione.