Sono stati presentati, martedì 18 giugno, presso la Regione Emilia-Romagna, i risultati del primo studio sulla struttura e l’attività del sistema congressuale regionale.
Lo studio fotografa la Regione Emilia-Romagna come regina del turismo congressuale, con un sistema in buonissima salute e una solida rete di strutture ben distribuite sul territorio, che nel 2018 ha accolto più di 53000 meeting, congressi, convention e seminari, a cui hanno partecipato 4,8 milioni di partecipanti e 6,5 milioni di presenze. Il turismo congressuale si dimostra un comparto dinamico dell'industria turistica e dell'offerta emiliano-romagnola, caratterizzato da una alta capacità di reddito. Un importante risultato che fa del turismo congressuale una reale occasione di sviluppo per le Destinazioni turistiche.
In Regione sono attive più di 1100 strutture congressuali che mettono a disposizione sul mercato un totale di 390mila posti a sedere, distribuiti tra i tre i principali distretti congressuali: Bologna, con le province di Ferrara e Modena; Parma, con le province di Piacenza e Reggio Emilia; Rimini, con Ravenna e Forlì Cesena. Molto diversificata l’offerta per numero di strutture e capienza offerta: Bologna detiene il primato, con 447 sedi (40%) e il 42% di posti a sedere, segue Rimini, con 382 sedi (34%) e il 34% di posti a sedere, chiude Parma con 292 strutture (26%) e il 24% di posti.
Per quanto riguarda l’attività congressuale realizzata nel 2018, sono le strutture ricettive a rivestire un ruolo di primo piano, ospitando il 56,8% dei 53.072 eventi organizzati, totalizzando il 38,4 % di presenze. I centri congressi con il 2% degli incontri raggiungono tuttavia il 12,6% di partecipanti e il 16,5% di presenze. Per quanto riguarda le altre tipologie, le sedi istituzionali si attestano sul 16% di eventi e partecipanti e il 13,2% di presenze, le altre complessivamente ospitano il 15,8% di eventi, il 22% di partecipanti e il 16,7% di presenze.
Sono le aziende i principali promotori di iniziative, con il 49%, al secondo posto enti pubblici, sindacati e partiti politici con il 23,1% degli incontri, mentre alle associazioni va il restante 27,9% del mercato. Il 63,2% degli eventi ha carattere locale e il 31,4% una dimensione nazionale; mentre la quota di quelli internazionali si attesta sul 5,4%. Tra i paesi stranieri quelli più attivi nella nostra Regione, la Germania e gli Stati uniti.
Lo studio è promosso da Apt Servizi Emilia Romagna e realizzato in collaborazione con il Centro di Studi Avanzati sul Turismo – CAST, Università di Bologna.