Unibo Magazine

Mai così alto come negli ultimi anni il gradimento di chi si laurea all'Alma Mater. Il tasso di soddisfazione per "l’esperienza universitaria complessiva" è passato in 12 anni dal 69,8 per cento del 1996 (18,7 "decisamente soddisfatti"; 51,1 "più sì che no"), all’86,7 per cento del 2007 (33,2 "decisamente"; 53,5 "più sì che no"). Un crescendo pressoché continuo con un salto tra il 2000 e il 2004, che ha visto aumentare soprattutto la quota di chi esprime un giudizio decisamente positivo, a discapito di quanti invece si dichiarano nettamente o abbastanza insoddisfatti.

L’indagine, condotta dal consorzio AlmaLaurea e dall’Osservatorio statistico dell’Università di Bologna e presentata dal prof. Andrea Cammelli, direttore del consorzio e dal Rettore Calzolari, è basata sulle risposte di circa 135mila giovani, il 91,6% del totale dei laureati dell’Università di Bologna tra il 1996 e il 2007.

A spingere verso l’alto la valutazione dei neo-dottori, il deciso miglioramento dei rapporti con i docenti che, tra tutti gli indicatori presi in considerazione, è quello che mostra l’impennata più accentuata (+21,5%) passando dal 60,4 per cento del ’96 all’81,9 dell’ultimo anno di rilevazione. Qui in realtà i decisamente soddisfatti continuano ad oscillare attorno al 17 per cento, ma crescono fortemente i "più sì che no", con un vero balzo tra il 2002 e il 2004. Più stabile, ma comunque in lieve rialzo la soddisfazione per il rapporto con gli altri studenti, compresa tra 87,8 per cento del campione nel 1996, e il 92,2 nel 2007. Questo è anche l'unico dato in cui i decisamente soddisfatti superano i moderatamente soddisfatti (54,2 a 38,0). In crescita anche il gradimento delle aule che si attesta al 72,5%, e delle biblioteche che addirittura raggiunge l’84,9 (era rispettivamente 57,3 e 71,2 nel 96). In entrambi i casi, gli ultimi anni hanno visto una lievitazione dei "decisamente soddisfatti" che sono passati dal 15 al 24% per le aule e dal 20 al 33 per le biblioteche. Unico punto negativo i laboratori e le postazioni informatiche che, pur registrando un utilizzo e una soddisfazione crescenti, sono ancora considerati in numero inadeguato dalla maggioranza del campione (50.2%).

Tra le facoltà, le più apprezzate risultano Architettura, Chimica industriale e Scienze statistiche (con un vertiginoso 97% di soddisfatti nel 2007), seguite da Economia di Forlì e Psicologia (con il 92) e Ingegneria di Cesena e Forlì con il 91. Sono tutte in crescita con l'eccezione di Lingue e letterature straniere, che presenta una situazione di sofferenza, con un problema specifico di aule, una prima risposta al quale è arrivata l’anno scorso con l’apertura di una nuova sede in via Filippo Re. Anche le più grandi (Medicina, Scienze, Ingegneria, Lettere) si attestano tutte tra l'82 e il 90% di gradimento. In generale i laureati post-riforma "tre più due" sembrano un po' più soddisfatti dei pre-riforma, sia di primo livello sia specialistici, risultano più soddisfatti dei laureati del periodo precedente. Ciò è dovuto, secondo AlmaLaurea, al fatto che i primi (1° livello e specialistici), avendo compiuto il loro ingresso all’Alma Mater negli anni più recenti, hanno potuto beneficiare dell’investimento in dotazioni ed infrastrutture realizzato dall’ateneo più di quanto sia avvenuto per i laureati pre-riforma.

E le chance occupazionali? E’ la laurea specialistica (la seconda, dopo la prima triennale), quella che apre le porte del lavoro ai giovani dell’ateneo di Bologna, e non a caso a conseguirla sono proprio alcuni dei giovani più brillanti dell’Alma Mater: età media 25,3 anni, il 70% conclude gli studi in corso, il 19% ha studiato all’estero e il 51% ha svolto tirocini professionali. Ad un anno dal conseguimento lavora, infatti, il 62 per cento dei laureati (perfettamente in linea con la media italiana) contro il 49 di chi ha preso solo la laurea di primo livello (triennale). Fra questi ultimi, il 33 per cento lavora e basta, il 16 si divide tra lavoro e laurea specialistica, mentre il restante 41 è dedito esclusivamente agli studi specialistici. Sono alcuni dei numeri del rapporto annuale sulla condizione occupazionale dei laureati di 47 delle 77 università della penisola, realizzato come tutti gli anni da AlmaLaurea.

Se confrontati con i loro colleghi del resto d’Italia i laureati bolognesi appaiono svantaggiati sul breve periodo quanto a stabilità del lavoro e a reddito, ma recuperano sul lungo termine. Fenomeno sul quale influisce, secondo il Prorettore Monari, la forte componente di fuori sede dell’ateneo di Bologna (più di qualunque altra università italiana) residenti in regioni dove il tasso d’occupazione è più basso, e il peso dei laureati di facoltà che prima dell’inserimento lavorativo richiedono la partecipazione a tirocini e scuole di specializzazione. Sta di fatto, comunque che, ad un anno dalla laurea, i giovani dell’Alma Mater con una laurea specialistica in tasca e un lavoro stabile sono 30 su 100 (39,5 a livello nazionale) e guadagnano 1.112 euro netti al mese (1.154 la media italiana), mentre quelli con la laurea triennale e un contratto di lavoro stabile sono il 33,5% (42% in Italia) e percepiscono 966 euro (1007 la media italiana). Se però guardiamo a distanza di 5 anni (laureati pre-riforma nel 2003), i laureati a Bologna lavorano più di quelli del resto d’Italia (88% vs 84,6), hanno un lavoro stabile nel 69% dei casi (il 70 in Italia) e guadagnano 1.357 euro mensili contro i 1.343 nel resto del paese.

Considerando tutti i laureati (primo, secondo livello e ciclo unico), tra le lauree che più delle altre sembrano collegate ad un rapido accesso al mondo del lavoro spiccano: Scienze motorie (83% lavora dopo un anno) - dove però più della metà degli occupati (53,6) continua con lo stesso lavoro di quando era studente; Scienze della formazione (77,2: 44,1 stesso lavoro, 30,5 trovato dopo); Architettura (71: 13,6 stesso lavoro, 75 trovato dopo); Farmacia (66,2: 16,3 continua mentre 70,7 trovato dopo); Medicina (64,4: 13,3 stesso lavoro, 70,2 trovato dopo); Economia sede di Forlì (62,1: 37,2 stesso lavoro, 47 trova dopo); Economia sede di Rimini (61,8: 31,5 stesso lavoro, 44,2 trova dopo); Veterinaria (60,1: 14,5 stesso lavoro, 71,1 trovato dopo).

L’indagine ha riguardato tutti i laureati post riforma dell’anno 2007 (ad un anno dalla laurea) e i laureati pre-riforma delle sessioni estive 2007, 2005, 2003 rispettivamente ad 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo. Complessivamente sono stati coinvolti tramite intervista quasi 20mila laureati con un tasso di risposta pari all’86%