Il 23 marzo scorso ne è arrivata la conferma. Il Miur ha inviato a tutti gli atenei statali l’esito della verifica delle spese per il 2008. Dal confronto con l’anno precedente emerge per gli atenei italiani un risultato preoccupante. Nel 2007 erano 26 su 63 le università che avevano destinato più del 90% dell’FFO (il Fondo di Finanziamento Ordinario, l’importo che lo Stato trasferisce annualmente per il mero funzionamento degli atenei) alle spese per il personale di ruolo, nel 2008 sono diventate 27 su 66.
Bologna non rientra in questo numero. Ed è, assieme all’Università di Padova, il solo ateneo tra i primi dieci per dimensione, a mantenere sia nel 2007 che nel 2008 un rapporto virtuoso. Questo perché da anni l’Alma Mater tiene monitorato il rapporto tra FFO e spese per il personale nella fase di programmazione, annuale e pluriennale, del reclutamento del personale docente, ricercatore e tecnico amministrativo e lo fa anche attraverso simulazioni della spesa per gli anni a venire.
La Legge 449 del 1997 stabiliva infatti che le spese per il personale di ruolo delle università statali non potessero superare il 90% del FFO, pena il limite alle assunzioni al 35% del turnover. Tale vincolo è stato modificato nel tempo. In attesa di una riforma organica, dal 2004, il DL 97 ha previsto di non conteggiare tra tali spese gli oneri sostenuti per gli incrementi annuali corrisposti al personale docente e ricercatore, gli incrementi che derivano dall’applicazione del CCNL del personale tecnico-amministrativo e di conteggiare, per il personale universitario che agisce in regime convenzionale con il Sistema Sanitario nazionale, una spesa pari a 2/3 del totale.
Nella verifica sull’anno 2007, con l’applicazione del rapporto così rettificato dal DL 97/2004, solo 6 atenei risultano aver superato il vincolo. E nel 2008 il loro numero scende a 4. La normativa, evidentemente, agevola in modo particolare le università di grandi dimensioni e quelle che hanno la Facoltà di Medicina, arrivando in casi estremi ad una riduzione del rapporto tra i 10 e i 25 punti percentuali. In particolare per Bologna il rapporto rettificato scende, nel 2007, da 86,06% a 83,39% e nel 2008 da 85,64% a 80,91%.
Venendo alle disposizioni più recenti, ovvero la Legge 1 del 2009 (conversione del DL 180 del 2008) essa stabilisce che le università che superano il 90% del rapporto costi del personale ed FFO non possono bandire nuovi concorsi né assumere personale e non possono partecipare alla distribuzione di un fondo aggiuntivo di 550 milioni di euro, messo a disposizione degli atenei. Tali limitazioni, vista la situazione, non sono applicabili all’Alma Mater.