Fiducia dell’organizzazione che mette a disposizione dei propri dipendenti risorse per migliorare l’ambiente lavorativo e fiducia delle persone che scelgono di manifestare il proprio disagio sul lavoro a professionisti (psicologi in questo caso) individuati dall’organizzazione stessa.
Per la dottoressa Vera Luppi, psicologa del lavoro che ha preso in mano lo sportello di ascolto psicologico, passato da qualche mese dalla fase sperimentale a quella stabile, la parola d’ordine è fiducia.
"Nella fase sperimentale – ci spiega - sono stati una trentina i percorsi che sono stati portati a termine dalla psicologa che gestiva il servizio prima di me". Un successo che ha fatto considerare valida l’esperienza. E così la Medicina del Lavoro ha deciso di proseguire con l’azione mirata del servizio di supporto psicologico.
Come si svolge? E’ possibile rivolgersi allo Sportello di ascolto per il disagio psicologico lavorativo nel totale rispetto dell’anonimato e fissare un primo incontro di accoglienza. Sarà la dottoressa Luppi insieme alla persona che si rivolge al servizio a valutare l’eventuale avvio di un percorso di altri tre incontri. "Momenti di ascolto che, – prosegue Luppi - attraverso le tecniche del colloquio psicologico, permettono alle persone di far emergere le cause dei problemi e mettere ordine alle idee".
Non una terapia, ma una serie di incontri di ascolto che consentono, ad esempio, di fare un primo passo per verificare se il disagio prende vita dall’ambiente di lavoro o se magari sull’ambiente di lavoro non vengano a confluire e sfogarsi inquietudini causate altrove.
Per i casi più complessi, terminati i tre incontri si prevede la possibilità di proseguire il percorso per contrastare il disagio. "Può esserci, ad esempio - sempre con il consenso della persona che si rivolge al servizio - il coinvolgimento del medico del lavoro della struttura a cui la persona afferisce, oppure l’attivazione del consigliere di fiducia su segnalazione del Comitato paritetico del mobbing nel caso se ne ravvisino gli ambiti di intervento, oppure ancora la possibilità di rivolgersi ai dipartimenti dell’Ateneo competenti per la terapia psicologica e psichiatrica, con i quali l’Unità Operativa di Medicina del Lavoro sta lavorando per attivare convenzioni mirate.
Per accedere allo Sportello d’ascolto per il disagio psicologico lavorativo occorre fissare un appuntamento con dottoressa Vera Luppi chiamando il numero di telefono 051 20.91416 tutti i giorni dalle 14 alle 17 (in caso di colloqui in corso, è attiva la segreteria telefonica dello Sportello d’ascolto) inviando una e-mail all’indirizzo medlavoro.ascolto@unibo.it. Il numero di telefono, la segreteria telefonica e la casella di posta elettronica sono accessibili esclusivamente alla psicologa del lavoro che cura il servizio.