Il quinto centenario della laurea di Nicolò Copernico all'Università di Bologna ricorre proprio in questi giorni: chi volesse dare un'occhiata ai suoi documenti di iscrizione, può chiederli all'Archivio Storico dell'Ateneo. E' questo un piccolo esempio dell'enorme mole di documenti - ad esempio fascicoli di studenti, tra cui le carriere universitarie di figure quali Pier Paolo Pasolini, Filippo Turati, Giacomo Matteotti, Giovanni Pascoli, solo per citarne alcuni- insieme a rari codici che risalgono ai primissimi anni del Trecento Accanto alla sezione propriamente archivistica vi è poi una fototeca ricca di quasi 100.000 lastre, negativi, stampe fotografiche e una quadreria risalente al XVIII secolo con oltre seicento ritratti di uomini illustri oltre a qualche 'pezzo' più antico, come il ritratto di Giovanni II Bentivoglio, opera magistrale di Ercole de Roberti. E poi, ancora, i ritratti dei Rettori del '900 e i documenti, sotto vetro nella sala dell'VIII centenario in Rettorato, che attestano i nove secoli di storia dell'Alma Mater, fino al Museo Europeo degli studenti nella torre di palazzo Poggi e, ancora, l'Archivio Fotografico: c'è un autentico patrimonio di arte e cultura ma anche di curiosità, in particolare quelle relative alla vita studentesca, nelle sale di Palazzo Poggi, in via Zamboni 33.
Il compito di curarlo e di studiarlo è affidato all'Archivio Storico diretto dal prof. Gian Paolo Brizzi, che da tre anni è un Centro di Servizi con finalità didattiche e scientifiche, costituito per promuovere il riordino e la conservazione di importanti settori del patrimonio culturale dell'Ateneo più antico d'Europa. Per fare il punto sui lavori già concluso e quelli già avviati, si terrà
Mercoledi 11 giugno, dalle ore 9.00
Piazza S. Giovanni in Monte 2, Aula 2
Il convegno dal titolo "La memoria dell'Università - L'Archivio storico dell'Università di Bologna: conservazione e progetto culturale"
L'incontro ha lo scopo di illustrare alla comunità universitaria i risultati raggiunti nei primi tre anni di attività, di confrontare le metodologie adottate con gli specialisti di ciascun settore, di rafforzare i rapporti con le altre strutture universitarie e le istituzioni del territorio che operano nell'ambito della conservazione del patrimonio culturale, allo scopo di rafforzare i rapporti di collaborazione.