La sede ravennate del corso di laurea internazionale in Science for the conservation restoration of cultural heritage (SCoRe) ha ricevuto ieri mattina una delegazione composta da Liu Weidong, vicepresidente del Nanjing Art Institure (Nai) e dai docenti Chen Jianhua e Liu Jinxiang. La visita si è conclusa con la definizione di un accordo tra Istituto d’Arte di Nanchino e la sede ravennate dell'Alma Mater, che consentirà agli studenti cinesi che desiderano iscriversi al corso di laurea SCoRe di ottenere sia il diploma di laurea magistrale biennale rilasciato dall’Università di Bologna che quello di durata triennale rilasciato dall’Istituto d’Arte di Nanchino. In quest’ultimo caso, gli studenti cinesi frequenteranno un primo anno di corsi presso l’Istituto cinese per poi iscriversi al corso biennale di Ravenna.
I corsi del primo anno saranno tenuti a Nanchino da docenti sia cinesi che della Facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali dell’Ateneo a partire dal prossimo ottobre. Dopo aver sostenuto tutti gli esami del primo anno in Cina, gli studenti cinesi potranno iscriversi a Ravenna al corso di laurea SCoRe e seguirne i relativi corsi che saranno tenuti da docenti sia di questo Ateneo che provenienti da importanti istituzioni di conservazione sia italiane (Opificio delle Pietre Dure e Istituto di Conservazione dei beni culturali del CNR di Firenze) che estere, quali il Museo del Louvre, la National Gallery di Londra ed il Canadian Conservation Institute di Ottawa in Canada.
L’accordo, che sarà siglato nei prossimi mesi, prevede che per la stesura della tesi sperimentale gli studenti cinesi possano effettuare un periodo di stage sia in Italia che all’estero, ed in particolare in Cina presso l’Istituto d’Arte di Nanchino.
"Il nuovo corso di laurea intrenazionale SCoRe – spiega il presidente Rocco Mazzeo - che si terrà interamente in lingua inglese, è aperto a studenti provenienti da tutto il mondo e rappresenta un unicum nel panorama mondiale della formazione della figura dell’esperto scientifico dei beni culturali. Va quindi a consolidare una leadership dell’Ateneo bolognese, e di Ravenna in particolare, in questo settore della scienza della conservazione e restauro dei beni culturali".