Delle opportunità per studiare e fare ricerca negli Stati Uniti si è parlato nel corso dell’incontro organizzato dalla Commissione Flulbright, la settimana scorsa, per promuovere il programma di borse di studio che la Commissione stessa mette a disposizione di studenti, docenti e ricercatori italiani (e viceversa di statunitensi che possono così venire in Italia). Sono state illustrate le collaborazioni accademiche, didattiche e scientifiche già in atto con Atenei americani, evidenziando, in particolare, le opportunità per usufruire di periodi di mobilità negli USA (accordi internazionali, Programma Overseas, joint degrees, Programma europeo Atlantis.), le collaborazioni con i Centri delle Università partner statunitensi presenti a Bologna (California, BCSP; Dickinson, Brown, Consorzio E.C.CO.). All’incontro hanno partecipato anche i rappresentati della sede bolognese della Johns Hopkins University.
Dopo il saluto della delegata alle relazioni internazionali, Carla Salvaterra, ha preso la parola Judith Baker, Visa Officer e Vice Consul del Consolato americano di Firenze, che ha parlato del rilascio dei visti di ingresso negli Stati Uniti per motivi di studio e ricerca. E’ poi intervenuta Isabella Lanciotti, funzionaria della Commissione Fulbright, che ha illustrato le opportunità offerte dalla Commissione. Poi è stata la volta di 3 "testimonial", ovvero docenti che hanno usufruito di borse Fulbright (Freo, Zappalà e Tassoni). I funzionari delle Relazioni internazionali dell’Università hanno quindi illustrato le opportunità offerte per la mobilità studentesca e di docenti e ricercatori verso gli USA, oltre che il quadro dei rapporti istituzionali con le università americane, rimarcando l’interazione e la collaborazione con i Centri americani. La professoressa Davidson ha illustrato le opportunità Dickinson College, mentre i rappresentanti della Johns Hopkins hanno parlato dei propri programmi, compresi percorsi didattici integrati per riconoscimento di crediti e "titoli consecutivi" organizzati in collaborazione con corsi di laurea in Relazioni internazionali e Scienze internazionali e diplomatiche delle Facoltà di Scienze politiche di Bologna e Ruffilli. Infine è intervenuto anche il Marco Ferrara, uno studente che ha seguito uno di questi percorsi integrati.
Parte dell'incontro è stata dedicata ad esaminare i programmi specifici che Fulbright ha attivato per incrementare la presenza di docenti e ricercatori statunitensi a Bologna. Il Fulbright Specialist Program offre infatti alle università italiane la possibilità di invitare docenti statunitensi per periodi di insegnamento o consulenze didattiche di 2-6 settimane.
In virtù di questo programma, il prof.Paolo Ricci, che insegna Business alla Holy Names University di Oakland e ha una specializzazione in Environmental/Health and Risk Assessments, è ora all'Alma Mater e sta tenendo, in collaborazione con il prof. Andrea Contin Direttore del CIRSA, un ciclo di lezioni presso il Polo Didattico di Ravenna focalizzate sulla valutazione del rischio ambientale delle nuove tecnologie per la produzione di energia.
Sono invece tre gli studenti americani a Bologna con il progetto Fulbright, due sono ospitati dall’Alma Mater e uno dal CNR e provengono dalla Carnegie Mellon University di Pittsburgh e dall’University of California di Santa Cruz.