Unibo Magazine

Il Centro Cimes del Dipartimento di Musica e Spettacolo presenta la XXI edizione, l’ultima, di Suoni dal Mondo, il festival internazionale che ha portato a Bologna tradizioni musicali importanti e spesso sconosciute d’Italia e di molti altri Paesi, privilegiando artisti con repertori ancora vitali nelle loro comunità e inseriti nella vita sociale del luogo, nella convinzione di poter approfondire la conoscenza di diverse culture attraverso la loro musica.

Fin dal 1990 il festival ha portato a Bologna, spesso in anteprima nazionale, artisti di musica tradizionale da tutto il mondo: Pakistan, Burkina Faso, Mali, India del Sud, Indonesia, Marocco, Madagascar, Andalusia, Iran, Palestina. Alcuni di questi hanno finito poi per affermarsi sul mercato internazionale come i Taraf d’Haiduks, l’Opera di Pechino e tanti altri. Diretto dal 2004 ad oggi dall’etnomusicologo Nico Staiti, allievo di Roberto Leydi, il festival ha valorizzato le sonorità dall’Italia ed anche, con costanza, le espressioni musicali dell’etnia rom del Kosovo, ospitando vari gruppi vocali e strumentali a testimonianza del ricchissimo e poco noto patrimonio sonoro di questo popolo straordinario, troppo spesso ancora oggetto di discriminazione.

Il programma di Suoni dal Mondo 2010 si articola in cinque sere di concerto (contro le dieci programmate l’anno scorso) dal 12 al 27 novembre, tutte alle ore 21,30 nell'Auditorium dei Laboratori Dms (via Azzo Gardino, 65/a). Il programma include inoltre un seminario di approfondimento sui "I cantastorie in Sicilia", condotto dal prof. Sergio Bonanzinga dell'Università di Palermo (venerdì 19 novembre, ore 15, in Palazzo Marescotti, via Barberia 4) e la prima proiezione del film-documentario "Kajda". Diretto da Nico Staiti, il film racconta la musica delle donne e degli omosessuali rom del Kosovo (venerdì 26 e sabato 27 novembre, ore 20,30 in Auditorium, prima dei due concerti conclusivi).

Per salutare il pubblico del festival, Il Dipartimento di Musica e Spettacolo ha deciso che tutti i concerti, oltre che i due incontri, si svolgeranno ad ingresso libero fino all’esaurimento dei posti disponibili (apertura sala da un’ora prima dell’inizio). Come negli anni scorsi, i concerti si potranno rivedere online.

Si inizia venerdì 12 novembre (e replica sabato 13) con Peter Soave e la sua fisarmonica. Già ospite del festival nel 2006, Soave si inserisce nella grande tradizione nordamericana della fisarmonica ad opera di immigrati italiani: una originale combinazione di presenza scenica e vibrante virtuosismo. Venerdì 19 è invece in programma "Sicilia Cunta": in scena tre tra gli ultimi virtuosi della zampogna e cantori del repertorio sacro. A seguire, la stessa sera, due cantastorie, "attori di baglio" dell’area ragusana. Infine, venerdì 26 e in replica sabato 27 novembre "Kosovo, due cuori di una tradizione": un cuore maschile e uno femminile, uno albanese, l’altro rom, affiancati per evidenziare diverse, intrecciate e sovrapposte costruzioni dell’identità, veicolata dalla musica, al centro dei Balcani.