E’ partito con l’anno accademico 05/06 il progetto Tandem, iniziativa del Polo di Cesena per favorire il contatto fra gli studenti italiani e quelli internazionali che trascorrono un periodo di studio a Cesena. Dal loro arrivo, uno studente italiano sarà ad attenderli in modo da dargli un primo approccio sicuramente giovane, divertente e originale sulla città. Continuerà poi a seguirlo dandogli assistenza nei primi passi dell’Università italiana, venendogli incontro con i problemi della lingua, ed aiutandolo a conoscere la città sotto qualsivoglia punto di vista. In questo modo lo studente straniero sa di avere anche un contatto umano ad attenderlo.
Abbiamo chiesto alla dott.sa Eleonora Antonelli del Servizio Tirocini e Relazioni Internazionali come avvengono i primi contatti tra i due studenti che dovranno dividere il Tandem: "Il primo contatto fra i ragazzi avviene via email prima dell’arrivo dello studente straniero in Italia, al fine di aiutarlo con le necessità primarie quali la ricerca di un alloggio o per dissolvere eventuali dubbi sui piani didattici delle Facoltà. Poi, ovviamente, c’è la tappa dell’accoglienza al momento dell’arrivo; lo studente italiano si offre di accompagnare il suo Tandem student a conoscere la città e le sedi didattiche e ricreative del Polo".
"Lo studente italiano - continua a raccontarci la dott.sa Antonelli - ha la possibilità di avvicinarsi ad una cultura diversa, di approfondire la conoscenza di una lingua straniera e non da ultimo, di venire a sua volta stimolato a partecipare ai bandi di mobilità per un’esperienza all’estero". E, infatti, raccogliendo le testimonianze di alcuni studenti che hanno partecipato, abbiamo contattato Gaetano e Alberto, che dopo l’esperienza di Tandem hanno deciso di partire anche loro in Erasmus.
Alberto, che è partito questa settimana per Barcellona, ci racconta che inizialmente il suo interesse era legato alla curiosità: "Sono stato subito ben disposto all’aiuto, spinto dalla mia curiosità di vedere il volto di una studentessa straniera appena arrivata in una nuova città: cosa mi avrebbe detto (cioè in quale lingua ci saremmo parlati), cosa gli avrei mostrato per prima, come avrei potuto rendermi utile".
"Chi non fa l'Erasmus - ci spiega poi Gaetano - non può immaginare quanto sia duro l'impatto iniziale. E il Tandem, secondo me, attenua il senso di smarrimento e di confusione. Io ho partecipato al progetto con cinque studenti portoghesi di ingegneria. Li ho accompagnati in facoltà per mostrare loro i laboratori, le aule in cui avrebbero frequentato le lezioni da lì a pochi giorni e così via! Poi ovviamente si rimane disponibili per qualsiasi evenienza: dall'informazione sul supermercato più economico o sul locale dove andare la sera alle informazioni su come fare le fotocopie... Insomma cose veramente spicciole!".