Unibo Magazine

Università di Bologna e Fondazione Alma Mater hanno raccolto la sollecitazione lanciata dal Presidente della Repubblica Napolitano, in occasione di una sua visita a Bologna, e si sono fatte promotrici, in collaborazione con Fondazione Unipolis, di un progetto di  ricerca e di formazione volto a favorire uno spirito, un atteggiamento e una consapevolezza culturale nuovi in ordine al tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

"Il nostro intento - spiega il coordinatore prof. Violante - è quello di colmare il divario esistente in tema di sicurezza del lavoro tra Italia e paesi più progrediti sia in termini di infortuni (mortali e non) che di malattie collegate al lavoro. Il quadro non dipende certamente da un deficit di legislazione perché le Direttive Europee emanate in questo settore vengono puntualmente recepite; evidentemente esistono fattori diversi che condizionano il permanere di una situazione problematica, nonostante gli sforzi fatti da tutti gli attori (aziende, lavoratori, pubblica amministrazione)".

"Il progetto per la Sicurezza nel Lavoro - continua - si propone di intervenire in questo campo attivando linee di azione, nei confronti delle aziende e della pubblica amministrazione, che potrebbero permettere l’acquisizione di più elevati standard di sicurezza. A livello aziendale sono state evidenziante alcune aree di importanza critica, tra cui la creazione di un sistema di indicatori, che diano un preciso quadro della situazione, necessario sia per confrontare la realtà aziendale con il settore di riferimento che per fissare realistici obiettivi di miglioramento e monitorare i progressi nel tempo; una riflessione critica per adattare i sistemi di gestione per la sicurezza, di fatto nati per le grandi organizzazioni, alle necessità e peculiarità delle imprese di piccola dimensione, che formano la gran parte del mondo del lavoro in Italia; il coinvolgimento delle persone attraverso strumenti quali la formazione, la partecipazione, il comportamento e questo sembra essere un settore dove ancora possono (e devono) essere fatti grandi progressi".

"A livello della pubblica amministrazione il lavoro sarà volto a mettere a disposizione delle organizzazioni imprenditoriali il miglior know-how disponibile in materia di sicurezza del lavoro, attraverso la promozione di una apposita agenzia che raccolga questo know-how a livello internazionale, lo vagli dal punto di vista della provata efficacia e dell’economicità degli interventi e lo renda facilmente ed immediatamente disponibile in maniera pubblica, dando modo alle aziende di acquisire senza costi (cosa particolarmente importante in questo periodo di recessione economica) strumenti utili al miglioramento della sicurezza".

Il Tavolo di lavoro si propone di individuare un percorso innovativo che porti alla condivisione di un approccio e alla elaborazione, in uno stretto rapporto con le aziende, di un modello "unitario e omogeneo" al tema e permetta una "misurazione comparata" della sicurezza nei luoghi di lavoro, consentendo di valutare e pianificare interventi di miglioramento.

Il percorso, a carattere fortemente multidisciplinare, considera tutti gli aspetti (organizzativi, economici, giuridici, medico-psicologici, tecnologici) che entrano in gioco e concorrono nel loro complesso a determinare il livello di sicurezza delle aziende e prevede la definizione di un modello/matrice che, partendo da case history di eccellenza,  permetta di definire una scala capace di evidenziare con appositi indici i livelli di sicurezza, l’innovazione e i miglioramenti apportati nei luoghi di lavoro.

Il Tavolo di lavoro è formato da una componente scientifico-accademica e da una componente aziendale ed è coordinato dal prof. Francesco Saverio Violante. La componente accademica garantisce l’apporto di conoscenze e competenze scientifiche utili alla creazione e validazione del modello, in forte collegamento con la componente aziendale indispensabile, oltre che per la progettazione, anche per la sperimentazione e diffusione del prototipo.

La componente scientifica, che esprime un elevato profilo di competenze interdisciplinari nell’ambito dell’Ateneo bolognese, è rappresentata dal prof. Luigi Montuschi, ordinario di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche "Antonio Cicu", dal prof. Francesco Saverio Violante, direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, Dipartimento di Medicina Interna, dell’Invecchiamento e Malattie Nefrologiche, dal prof. Domenico Berardi, ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, dal prof. Marco Depolo ordinario di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione "Giovanni Maria Bertin", dal prof. Alessandro Grandi, ordinario di Economia e Organizzazione Aziendale presso il Dipartimento Scienze Aziendali, dal prof. Ferruccio Trifirò ordinario di Chimica Industriale e Sviluppo e Gestione dei Processi Chimici Industriali presso il Dipartimento di Chimica Industriale e dei Materiali e preside della Facoltà di Chimica Industriale, dalla prof.ssa Gigliola Spadoni, ordinario di Impianti chimici presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Mineraria e delle Tecnologie Ambientali.

Le aziende selezionate e invitate a prendere parte al progetto rappresentano un modello di best practice nei settore qualità, ambiente, salute e sicurezza. Tutte si distinguono per la ricerca di innovazione e miglioramento continuo: Gruppo HERA, CESI coop Imola, COGEI costruzioni SpA, Fincantieri, CIBA SpA, LyondellBasell SpA, Finanziaria Bologna Metropolitana, CMC Ravenna, GD - Generated Differences, Barilla, Cooperativa Ceramica d’Imola, Chiesi Farmaceutici SpA, Ducati, Fondazione ANIA, Gruppo FS, Granarolo, IMA SpA, Lamborghini, SCS Azioninnova Consulting SpA, Unicredit Banca. Il progetto coinvolge, inoltre, le associazioni di categoria CNA, Confindustria Emilia Romagna, ANCE, Federmeccanica, Lagacoop, Confcooperative, Federchimica, Federfarma, istituzioni come le autorità portuali e le rappresentanze sindacali, oltre a INAIL, ARPA e Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna. Il Gruppo HERA è stato scelto da Fondazione Alma Mater come partner del progetto per la sensibilità con cui opera da tempo in tema di sicurezza dei lavoratori.

"La visione e la missione dell’azienda - sostiene Ennio Dottori, direttore centrale qualità, sicurezza e ambiente del Gruppo HERA - devono contenere elementi distintivi, dove la persona, il lavoratore, il cliente e gli altri portatori di interesse trovano pari dignità in esse. Le indagini sul clima, le customer satisfaction, le regole sugli appalti in cui si valutano altri aspetti oltre al costo, l’informazione sui diritti e i doveri da parte di tutti, la trasparenza sui comportamenti e sui risultati sono strumenti anch’essi per misurare la capacità di un’azienda tra i suoi principi e la reale coerenza dei suoi comportamenti. Bisogna fare attenzione a non cadere nell’errore di pensare che modelli e sistemi siano la soluzione, sono solo strumenti che se utilizzati correttamente possono facilitare il raggiungimento degli obiettivi. La differenza sostanziale, una volta fatte le scelte, sono le persone, la loro motivazione e la loro capacità di identificarsi con l’azienda e i suoi valori".

L’obiettivo del Tavolo di lavoro è duplice: portare rapidamente a compimento la definizione del modello, e la costituzione dell’agenzia ai quali si è già fatto riferimento, e iniziare in tempo reale anche la sua sperimentazione presso le aziende. E’ prevista per l’ottobre del 2009 la realizzazione di un evento nazionale, per la presentazione del modello e dei primi risultati della sperimentazione.