Mercoledì 6 maggio, alle 20,30, presso l'Aula 1 della Facoltà di Scienze Statistiche (via Belle Arti, 41), la compagnia L’aquila Signorina/Terzadecade, porterà in scena "Probabilmente… de Finetti!", conferenza spettacolo dedicata al grande statistico e filosofo italiano Bruno de Finetti (Innsbruck 1906, Roma 1985). Evento realizzato in occasione dell'Open Day (and Night) della Facoltà dedicato agli studenti delle scuole superiori (a partire dalle 19).
Il lavoro, prodotto nell’ambito del progetto "Giganti Fragili", dedicato dalla compagnia alla divulgazione delle biografie scientifiche e finanziato da Regione Emilia Romagna e Assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna, cerca di gettare uno sguardo sul lavoro di uno scienziato che ha rivoluzionato il modo di concepire la teoria della probabilità. La serata vedrà quindi Gabriele Argazzi alle prese con il racconto del percorso scientifico di de Finetti, mescolando narrazione, documenti audio e suggestioni visive ispirate al lavori dell’architetto Luigi Moretti, che con de Finetti condivise l’amore per la matematica come "misura del mistero".
In scena ci sarà anche Barbara Bonora, curatrice delle ricerche bibliografico-scientifiche e della struttura drammaturgica, la quale si sofferma su due precisi elementi dell’immenso panorama definettiano. Il primo è lo sforzo che de Finetti compì per fare della matematica "la naturale base e prosecuzione dell’ordinario ragionamento", contro ogni tipo di purismo formalistico; il secondo è l’approccio soggettivista al concetto di probabilità. Questa, secondo de Finetti, non esiste come "cosa in sé", magari condensata in una statistica, ma è piuttosto una responsabilità individuale, il risultato misurabile di una valutazione personale del grado di fiducia che si ha sul fatto che un evento possa aver luogo o meno.
"Probabilmente… de Finetti !", questa narrazione teatrale di vita e di scienza, non contiene però solo il de Finetti matematico. Nemmeno troppo sorprendentemente vi si trova anche un intellettuale caustico alle prese con la burocrazia dello Stato e dell’Università, un maestro di vita, un instancabile promotore di iniziative per il rinnovamento della società italiana e un pacifista che arrivò anche a collezionare, negli incredibili e confusi anni ’70, un mandato di cattura per "istigazione a disobbedire rivolta all’esercito". Con suo grande divertimento, va detto.