Vivere in salute e in maniera autonoma da anziani rappresenta una delle sfide del futuro. Sfida che è stata raccolta dal progetto europeo Farseeing (FAll Repository for the design of Smart and sElf-adaptive Environments prolonging INdependent livinG), il cui kick off si è tenuto in gennaio a Bologna. Lo studio è coordinato da Lorenzo Chiari del Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica (DEIS), col supporto di un folto gruppo di giovani ricercatori dei gruppi di ingegneria biomedica e di intelligenza artificiale.
Obiettivo del progetto è studiare come prevenire le cadute degli anziani. La ricerca prenderà avvio dall’analisi dei dati comportamentali e fisiologici raccolti con smartphone, sensori indossabili e ambientali, durante le attività della vita quotidiana.
I dati verranno impiegati per creare e popolare la più grande banca dati al mondo sul tema. Grazie ad essa sarà possibile rilevare eventuali cadute e ricavare indicazioni utili per prevenirle, assicurando agli anziani una maggiore autonomia e fornendo al personale sanitario un’arma in più per prescrivere comportamenti di prevenzione e terapia opportune.
In particolare saranno sviluppati modelli di telemedicina d’avanguardia, utilizzando piattaforme tecnologiche aperte, che consentiranno di rilevare le cadute e di scambiare informazioni tra gli anziani, chi si prende cura di loro, la famiglia e il personale sanitario. Saranno inoltre sviluppati nuovi programmi di allenamento allo scopo di ristabilire, mantenere, o migliorare, le capacità di adattamento e di risposta proprie di un organismo sano. Tramite la gestione di condizioni e situazioni complesse, si andranno a stimolare sia la sfera motoria che quella cognitiva e comportamentale. L’accettazione di queste nuove soluzioni tecnologiche è un elemento fondamentale ed è per questo che saranno proprio gli utenti finali a ricoprire un ruolo centrale nella fase di sviluppo.
Un progetto che può potenzialmente riguardare una grossa fetta della popolazione se si pensa che in Europa ci sono attualmente più di 70 milioni di ultra sessantenni e che secondo una indagine Eurispes nel 2030 in Italia un cittadino su tre sarà un anziano.
I problemi di mobilità, dalle cadute accidentali alla difficoltà a camminare o stare in piedi, colpiscono milioni di europei di tutte le età. Ma diventano vere e proprie emergenze con l’avanzare dell’età a causa della diminuzione della vista, problemi di equilibrio o l’insorgenza di patologie quali il Parkinson o l’Alzheimer. Le cadute negli anziani arrivano a costituire anche il 40% degli eventi accidentali in pronto soccorso, oltre ad essere una delle prime cause di morte correlabile a lesioni fortuite. Circa un anziano su tre cade accidentalmente ogni anno. Questo provoca non solo enorme stress e la perdita di indipendenza, ma anche enormi costi sociali e costi indiretti per le famiglie. I costi sanitari relativi a cadute rappresentano infatti tra lo 0,85 e l’1,5 percento della spesa sanitaria totale di Stati Uniti, Australia ed Europa a 15. Costi che sono destinati ad aumentare visto il progressivo l’invecchiamento della popolazione. Stime conservative identificano la spesa per caduta intorno ai mille euro. Con l'invecchiamento della popolazione, considerando circa 100 milioni di persone anziane in Europa, e una incidenza del 30%, oltre 30 milioni di cadute si verificano ogni anno con un onere per la società che supera i 30 miliardi di Euro.