Si apre martedì pomeriggio a Dozza, nel Salone maggiore della Rocca sforzesca, la terza edizione dei Seminari internazionali estivi di musicologia "Jacopo da Bologna".
I seminari sono l'iniziativa di un gruppo internazionale di musicologi, coordinato da Giuliano Di Bacco, che nel 2001 vollero dar vita ad una occasione annuale di incontro e studio interdisciplinare fra studenti e professori provenienti da varie università del mondo. La realizzazione si deve al supporto del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Ateneo bolognese, in collaborazione con il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali di Bologna, del Centro di ricerca sul Rinascimento italiano dell'Università di Harvard "Villa I Tatti" di Firenze, e dell'Associazione culturale «Il Saggiatore musicale». Il piccolo borgo medievale di Dozza, scelto come sede del primo incontro, si è dimostrato sede ideale, per la suggestione e tranquillità del luogo, pur a due passi dalle strutture universitarie bolognesi e romagnole, tanto da essere adottato stabilmente, anche grazie al generoso supporto dell'amministrazione comunale.
Al seminario, residenziale, partecipano quest'anno circa trenta giovani cultori della musica italiana del tardo medioevo, provenienti da quindici paesi e tre continenti, nonché un gruppo internazionale di docenti di musicologia, storia e letteratura medievale. Ogni giorno si svolgono sette ore di lezione nel Salone maggiore della Rocca, inframmezzate da colloqui informali che si dilungano fino a tarda sera.
Anche quest'anno oggetto di studio è un codice di musica polifonica (Firenze, San Lorenzo, codice 2211) compilato a Firenze nei primi decenni del Quattrocento; di questo importante testimone della cosiddetta Ars nova italiana si approfondirà la conoscenza dei contenuti, dei musicisti rappresentati, e se ne inquadrerà il contesto storico-culturale, relativamente alla sua origine ed al suo utilizzo.
Questo volume ha avuto un destino ingrato: nei primi anni del secolo XVI la musica che vi era contenuta fu cancellata, e le pagine di pergamena riutilizzate per annotarvi le proprietà della basilica fiorentina di San Lorenzo. Tuttavia, grazie alle moderne tecnologie della fotografia digitale a luce ultravioletta e dell'elaborazione elettronica, il codice è tornato oggi ad essere leggibile, almeno in parte, e quella di Dozza è una rara occasione di riscoprirne i contenuti, perlopiù inediti.
L'evento è realizzato da ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
Dipartimento di Musica e Spettacolo
in collaborazione con:
Villa I Tatti - The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, Firenze
Associazione culturale "Il Saggiatore musicale", Bologna
Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali, Ravenna
Comune di Dozza (Bologna)
Libreria Musicale Italiana, Lucca