Aggiornamento: a causa del maltempo, lo spettacolo Re nudo, in programma per giovedì 2 febbraio ai Laboratori DMS, è annullato. Confermato invece per sabato 4 lo spettacolo Appassionatamente.
Due spettacoli ai Laboratori DMS (via Azzo Gardino, 65/a), giovedì 2 e sabato 4 febbraio, compongono il progetto Torri sulla frontiera, curato da Cristina Valenti e promosso dalla Regione Toscana per La Soffitta 2012. Gli spettacoli, prodotti da Sipario Toscana e Armunia Festival, offrono due diverse riflessioni sui temi del disagio contemporaneo, che partono rispettivamente da George Orwell e da Werner Schwab. L'ingresso è con biglietto (intero 10 euro, ridotto studenti 5 euro). La biglietteria apre ai Laboratori DMS, la sera stessa degli spettacoli, dalle 20 (prevendita nel circuito vivaticket.it, con diritti di prevendita).
Re nudo
Lo spettacolo che va in scena giovedì 2 febbraio (ore 21) si intitola Re nudo: messa in scena di una favola sull’inganno. Scritto e diretto da Alessandro Garzella, è liberamente ispirato a I vestiti nuovi dell’imperatore di Hans Christian Andersen e 1984 di George Orwell.
Scrive il regista: "Re Nudo è una favola teatrale sulle patologie dei nostri tempi. Un popolo e un re sono imprigionati da un potere occulto nell’arena mediatica di un varietà fantapolitico che, processando gli ideali del Novecento, ne ridicolizza i valori. La favola cerca di essere un’opera di sovversione poetica, la raffigurazione di una civiltà in declino, sottoposta a un trattamento di massa volto a condizionare gli immaginari, desertificare le emozioni, semplificare il pensiero".
Appassionatamente
Sabato 4, sempre alle 21, va invece in scena Appassionatamente: progetto Shwab, spettacolo nato da un'idea di Maurizio Lupinelli e da lui diretto.
Spiega Lupinelli: "Il mondo che emerge dai testi di Werner Schwab è stato la nostra partenza, il fulcro su cui abbiamo rivolto la nostra attenzione. Sullo sfondo del lavoro, i testi Le presidentesse, Soprappeso e Sterminio. La distruzione sociale operata da Schwab si è affiancata alla nostra visionarietà, incrociando mondi e incubi, per raccontare la malattia del presente. Il nostro percorso ci fa considerare che la violenza non sta nelle parole di Schwab, o almeno non nella forma dei suoi testi, ma all’origine di quelle parole. Cerchiamo di viaggiare dietro quelle battute, dietro quei racconti, per arrivare al nucleo originario. Appassionatamente è la messa in scena di un microcosmo di fiabe andate a male, di paesaggi psichici abitati dalla crudeltà che sta all’origine dell’universo dell’autore (oppure delle cose)".