Il clarinettista ferrarese Giovanni Polo e la veneziana Rina Cellini al pianoforte, sono i protagonisti del concerto "Tra fantasia e rigore", parte del cartellone La Soffitta 2012. Appuntamento martedì 27 marzo, alle 21, nell'Aula Absidale di Santa Lucia (via de’ Chiari, 25/a). In programma musiche di Robert Schumann e Max Reger. L'ingresso è gratuito, con distribuzione di coupon dalle 20, fino ad esaurimento posti.
Le opere in programma
I "Drei Fantasiestücke op. 73" per clarinetto e pianoforte si Schumann, articolati in forma tripartita con coda, si susseguono in un continuum ininterrotto che dal tenero lirismo del primo, nella tonalità di La minore, passa all’Allegro agitato in La maggiore del secondo per concludersi nell'alternanza modale maggiore-minore del terzo movimento. Il termine "fantasia" presente nel titolo definitivo sottolinea la volontà di Schumann di elaborare un discorso musicale che, svincolato da schemi compositivi troppo rigidi, segua più agilmente l’ispirazione inventiva.
L'"Adagio und Allegro op. 70", scritto in origine per pianoforte e corno, testimonia l’interesse di Schumann per il più romantico tra gli strumenti. Sia per l’op. 73 che per l’op. 70, Schumann predispose versioni alternative per la parte dello strumento a fiato, ed è appunto nella formazione con clarinetto che entrambe vengono generalmente eseguite.
Alla libertà formale e alla connotazione onirica e fantastica del primo romanticismo schumanniano si affianca poi la rigorosa e severa lezione armonica di Max Reger (1873-1916). Figura di rilievo nell’epoca a cavallo tra i due secoli, è ancora oggi un compositore dagli aspetti contraddittori per la critica musicale: da una parte stanno quanti considerano la sua opera come una sorta di ponte tra il tardo romanticismo e i nuovi orizzonti espressivi del Novecento, dall’altra chi vede in lui un compositore pedante e accademico.
Di certo Reger fu tra le personalità musicali più importanti del suo tempo: forte del magistero di Hugo Riemann, di cui fu allievo, all’uso del cromatismo wagneriano imperante a fine Ottocento contrappose modelli armonici d’ispirazione bachiana imperniati sul rigore formale del contrappunto.