Si terrà dal 5 al 7 ottobre nell’Area CNR di via Gobetti a Bologna l’incontro di avvio ufficiale del progetto europeo Transfer che sta per Tsunami Risk and Strategies for the European Region. Si tratta di un progetto di oltre 3.3 milioni di euro a cui prendono parte molti paesi europei.
"L’Europa ha capito che anche i nostri mari sono a rischio" – spiega il prof. Stefano Tinti, coordinatore del progetto. L'obiettivo di Transfer sarà quello di studiare strategie per valutare e ridurre il rischio maremoti in Europa e in particolare nel Mediterraneo. Ventinove gli istituti di ricerca di diversi paesi che si incontreranno a Bologna per impostare il lavoro che ha per scopo finale la realizzazione di un sistema di allarme precoce.
"Abbiamo individuato 7 aree test (per l’Italia la zona di Messina) su cui fare studi approfonditi sulla rete di monitoraggio dei maremoti, per identificare e caratterizzare l’origine (sismica o non sismica) delle sorgenti di tsunami". Oltre alla zona siciliana anche Creta, Rodi, le Baleari, Istanbul, Alessandria e in più una zona di osservazione anche sul Mar Baltico.
L’obiettivo della ricerca europea è di avere la possibilità di attivare l’allarme entro i primi 3 minuti dalle prime manifestazioni del fenomeno. Gli attuali sistemi, che tracciano invece solo cause sismiche dei maremoti, sono in grado di far partire l’allarme dopo circa 20 minuti.
Oltre all’allarme precoce, il coinvolgimento delle autorità locali nei diversi Paesi e delle Protezioni civili (od omologhi) dovrà assicurare la capacità di educare le popolazioni delle zone a rischio ad adottare gli opportuni comportamenti difensivi.