Il turista è il consumatore più fedele che esista: la sua voglia di viaggio non si arresta di fronte a nulla. Neppure di fronte alla minaccia del terrorismo: non sono ancora passati tre anni da Ground Zero che già le ferite di quell'attentato, come per esempio il crollo dei flussi da e per gli Stati Uniti, sono state in gran parte riassorbite. "Segno - dice Fiorella Dallari, docente di Geografia politico-economica alla Facoltà di Economia di Rimini - che il turista non si perde".
Chi viaggia dunque continua a farlo sempre. Non nello stesso modo però. Un anno domina il timore di spendere troppo. Un anno prendono piede le mete tropicali. E un anno tornano in voga le spiagge nostrane. Per il 2004 le proiezioni elaborate da Trademark in collaborazione con Sociometrica dicono che il turista italiano è al contempo sbarazzino e calcolatore. "Se l'unica cosa certa è l'incertezza - è scritto nel rapporto - (...) vale la pena di cogliere un periodo di incoscienza, di estraniazione e immergersi nella semplicità del presente". La vacanza, in altre parole, è un consumo a cui non si vuol rinunciare e per cui si è disposti a spendere, anche in modo "folle". Ma non irragionevole. Nel turista italiano, prosegue infatti il resoconto, è aumentata in modo esponenziale la capacità di valutazione e ora si cerca di ottenere il massimo al prezzo più vantaggioso.
Per orientarsi in una giungla di offerte sempre più ampia e veicolata attraverso canali immateriali, il passaparola si conferma lo strumento di marketing più efficace. "Come spesso capita - precisa Dallari - sono i rapporti di comunione, quelli face-to-face, ad avere la maggior valenza". Un consiglio, dunque, può tanto stroncare quanto premiare una località turistica.
La positività del giudizio dipende da parametri concreti, tra cui come sempre domina il rapporto qualità/prezzo. Oggi però il pubblico è attento anche a valori più profondi. "C'è grande attenzione all'ambiente - afferma Dallari - e si privilegiano le località dove il turismo si riesce a sviluppare in modo sostenibile e nel rispetto dell'etica". La città di Rimini è un laboratorio di sperimentazioni in entrambi gli ambiti. Sul fronte della tutela dell'ambiente è la Provincia che si è segnalata con una serie d'azioni attraverso cui ha favorito il riciclo dell'acqua, la riduzione dell'impiego dei detersivi e lo smaltimento dei rifiuti. Sul fronte dell'etica è invece l'Università che con un master si è attivata per la formazione di operatori in grado di esportare il proprio know-how nei paesi in via di sviluppo. "Per l'isole senegalese di Gorée e la regione dello Ziguinchor è già attivo un progetto che permette di fare soggiorni producendo reddito a favore delle popolazioni locali e - conclude Dallari - attraverso uno spin-off accademico speriamo di riuscire a promuovere presto altre iniziative in Africa e in Sud America".