Unibo Magazine
"Crediamo molto nella costruzione di ponti". Peggy Kidney, Academic Advisor dell'Università della California, saluta così il quattordicesimo compleanno del programma di scambio studentesco attivato dall'Università di Bologna e dall'Università della California. Anche quest'anno, infatti, 45 studenti italiani andranno a studiare sulle coste del Pacifico e 45 studenti americani trascorreranno un anno sotto le due torri. A salutare questi ultimi, martedì 14 settembre alle ore 15 presso la Presidenza di Lingue, in via Cartoleria 5, ci sarà un brindisi collettivo di inaugurazione all'anno accademico a cui presenzieranno il Prorettore alle Relazioni Internazionali, Roberto Grandi, la responsabile del progetto per l'Alma Mater, Giovanna Franci, e il referente per l'Università della California, Giuseppe Di Palma.

"Il nostro – commenta Kidneyè un programma d'immersione: gli studenti cioè frequentano le lezioni universitarie canoniche, quelle a cui partecipano anche gli studenti italiani. Un po' come nell'Erasmus, insomma". Ad aiutarli nell'inserimento, c'è un corso intensivo di italiano della durata di quattro settimane organizzato da neo laureati dell'Alma Mater, ma soprattutto la vita fianco a fianco con i residenti. Dopo un soggiorno iniziale alla Residenza Carducci, gli studenti in visita si trasferiscono infatti in appartamenti dove conoscono gente del posto e molti fuori sede, "cosicché dopo qualche mese – racconta Kidney – gli americani parlano un divertentissimo dialetto pugliese".

A quattordici anni di distanza dalla nascita del progetto, molti sono stati i passi avanti. Ora sono molto rari i casi in cui non vengono riconosciuti gli esami sostenuti all'estero e spesso l'integrazione socio culturale è facilitata da tirocini in istituzioni cittadine come la Cineteca, il Museo Ebraico o il Liceo Galvani, dove per esempio una studentessa ha tenuto in Inglese un originale corso di musica jazz. Dato il successo dell'iniziativa l'obiettivo è però andare ancora oltre e creare un network che leghi tutti gli studenti che hanno partecipato allo scambio, favorendo la condivisione di esperienze e opportunità lavorative. "Stiamo lavorando in questa direzione – conclude Kidney – perché sappiamo che molti dei nostri ospiti continuano a fare cose eccezionali. Qualche esempio? Abbiamo studenti bolognesi che ora stanno completando i loro Phd al Mit di Boston e abbiamo una ragazza americana che, dopo aver seguito i corsi di cinema qui da noi, è ora entrata nel centro di sperimentazione cinematografica di Roma per specializzarsi in montaggio".