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La tecnica è uno dei temi più ricorrenti della società contemporanea. Anche quando si parla di medicina, benché in questo campo "privilegiare l’aspetto eminentemente tecnico significa spesso nascondere l’esistenza di problematiche e situazioni cui la tecnica non è in grado di rispondere in maniera efficace" - spiega il prof. Francesco Campione che insegna Psicologia Medica e Psicodiagnostica alla Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna. "In particolare, quando l’insieme delle procedure tecniche messe in atto si rivela inefficace, il medico dovrebbe essere in grado di affiancare il paziente e di sostenerlo dal punto di vista umano".

Ecco allora l’idea di un seminario permanente sulla "Umanizzazione della Medicina", che prende il via lunedì 23 gennaio. Promosso dallo stesso prof. Campione in collaborazione con l’associazione Rivivere, il corso intende mettere in luce l’odierna contrapposizione tra tecnica e umanità nelle procedure mediche, sensibilizzando il medico agli aspetti relazionali della sua pratica quotidiana. Il tutto, nelle parole di Campione, "per un approccio empatico, non gerarchico, col paziente".

Il seminario, rivolto agli studenti (a partire dal terzo anno di studi) del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, è concepito come un percorso di accompagnamento e di sostegno per futuri medici.

Avvalendosi anche di applicazioni pratiche, le lezioni tentano di ridurre la tradizionale distanza tra medico e paziente. Per Campione, infatti, la tecnica spesso deve arrendersi o arretrare di fronte alla malattia e "nel paziente sorgono problemi ed esigenze di natura diversa cui il medico non è sempre in grado di rispondere in maniera efficace".

Sempre legato a queste tematiche è anche un ciclo di conferenze intitolato "Psicologia e Bioetica", che cerca di rispondere a interrogativi su temi di attualità come l’aborto, l’eutanasia, la procreazione assistita. L’iniziativa, che partirà il 9 febbraio 2006, è organizzata dal Dipartimento di Psicologia in collaborazione con il Dottorato di ricerca in Bioetica (CIRSFID), ambisce a unire un’analisi psicologica a una riflessione etica.