Unibo Magazine

Insetti da mangiare? Il tema è sempre più dibattuto ed è stato uno degli argomenti caldi di Expo 2015. Per molti il consumo di insetti può essere una risposta concreta alle esigenze alimentari di paesi in cui la fame è diffusa e procurarsi proteine animali è difficoltoso. Dall'altro lato, per tanti, c'è una forte diffidenza all'idea di ingerire larve e invertebrati assortiti. Sentimenti e idee contrastanti di cui va tenuto conto, in una società che, comunque, sta diventando sempre più multietnica.

L'Università di Bologna entra in questo dibattito con il progetto ISA Topic "Insetti come cibo per l'uomo" che si apre domani, 24 novembre, con due eventi in programma.

Al Museo di Zoologia inaugura alle 16 "Africa: a tavola con gli insetti", mostra fotografica sul consumo di insetti nel continente africano a cura di Carlo Cencini dell'Unione Bolognese Naturalisti e Maria Luisa Dindo, docente al Dipartimento di Scienze Agrarie Unibo.

Alle 17,30, invece, nell'Aula Ghigi del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, spazio a "Insetti come cibo per l'uomo: il caso dell'Africa", conferenza tenuta dalla docente Unibo Elisa Magnani, con esposizione di stuzzichini a base di insetti preparati per l'occasione da Caterina Peri e Giovanni Burgio.

Basandosi sulla bibliografia e sull’esperienza maturata nei suoi viaggi-studio in Africa sub-sahariana, la professoressa Magnani ha condotto una ricerca sull’argomento, anche in chiave di apporto nutritivo alla dieta delle popolazioni più povere dell’area dell'Africa Meridionale, con un approccio legato al rapporto tra alimentazione e sviluppo.

Anche alla luce delle esperienze nei molti paesi dove gli insetti sono tradizionalmente inclusi nella dieta umana, il nostro mondo sempre più multietnico è pronto ad accettare questo novel food? E considerando i costi di produzione, può essere davvero conveniente allevare insetti per l’alimentazione umana? Il dibattito è aperto.

L'ISA Topic "Insetti come cibo per l’uomo, tra tradizione, presente e futuro" è un progetto di Maria Luisa Dindo (coordinatrice), Giovanni Burgio, Davide Viaggi, e Antonio Martini del Dipartimento di Scienze Agrarie, e di Elisa Magnani del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà.