Sabato 19 novembre, a partire dalle 9.30, presso la Biblioteca Classense di Ravenna, si svolgerà una giornata di studi in ricordo del professor Lucio Gambi, a dieci dalla sua scomparsa. Oratore suadente e lucido scrittore, è considerato uno dei più importanti geografi del novecento, volto ad affrontare e approfondire tematiche legate alla geografia umana, alla storia e all'esistenza individuale e collettiva.
Il convegno, a cui prenderà parte anche il Rettore Francesco Ubertini, ricorderà l’intenso rapporto del grande studioso con la sua terra natale, Ravenna, il suo sguardo critico e le sue capacità di profondo studioso. Tra gli interventi in programma, quello di Elsa Signorino, Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, di Claudia Giuliani, Istituzione Biblioteca Classense, di Gabriella Poma, Società di Studi romagnoli e di Francesca Sofia del Dipartimento di Storia, cultura e civiltà dell'Alma Mater. A seguire parleranno di "I saperi e la cultura" Franco Farinelli, Angelo Varni, Maurizio Ridolfi, Roberto Balzani, Elide Casali e Anna Tonelli. Nel corso del pomeriggio gli interventi di Franco Cazzola, Fiorenzo Landi, Giordano Conti, Maria Lucia De Nicolò, Dante Bolognesi e Carla Giovannini si concentreranno sul tema "Gli uomini e lo spazio".
Lucio Gambi è stato professore dell’Alma Mater dal 1975 al 1990: le sue lezioni, mai facili e scontate, avevano un metodo ricorrente, sonandosi lungo un percorso che partiva da casi di studio, da racconti del territorio, da inquadramenti storici per poi condurre gli interlocutori, allievi anche molto giovani, lungo la strada del ragionamento, aiutandoli a intrecciare i problemi, a farsi domande, e a trarre conseguenze, a guardarsi criticamente intorno.
L’Università di Bologna ha dedicato al professore, nel 2007, un’aula presso il Dipartimento di Storia, cultura e civiltà. in san Giovanni in Monte, mentre la Biblioteca Classense di Ravenna ha inaugurato, nel 2008, una sala di lettura dedicata a Lucio Gambi e alla moglie Ornella Vergnano, docente di botanica all’Università di Firenze, avendo donato alla Classense la loro preziosa biblioteca, i materiali di studio, le carte storiche e le foto.