MarBEF (Marine Biodiversity and Ecosystem Functioning) è un network di eccellenza finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del VI Programma Quadro a cui partecipano più di 90 istituti di ricerca marina Europei. Una piattaforma nata per integrare e diffondere conoscenze ed esperienze sulla biodiversità marina e per far dialogare ricercatori, imprese e il pubblico in generale.
"Esiste una sola piattaforma sulle tematiche marine in Europa – spiega Laura Airoldi, ricercatrice presso il corso di Laurea in Scienze Biologiche - e per noi era molto importante farvi parte. Per sviluppare relazioni importanti, utili per realizzare progetti nell’ambito del VII Programma quadro, ma anche per mettere a disposizione le nostre competenze originali e le nostre metodologie di studio".
Il Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale (BES) ed il Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Scienze Ambientali di Ravenna dell’Università di Bologna sono formalmente partner Associati di MarBEF dal 6 febbraio 2007.
Gli altri istituti italiani che fanno parte del network sono l’Università di Pisa, il CONISMA, il CNR, la Stazione Zoologica 'Anton Dohrn' di Napoli, l’Università Politecnica delle Marche, la Fondazione Eni Enrico Mattei e l’International Marine Centre di Oristano.
Scopi del Marbef sono creare un centro virtuale di integrazione duratura, sviluppare nuove conoscenze e risorse e facilitarne l’accesso, mettere in atto percorsi di formazione specialistica, sviluppare sistemi di gestione integrata di dati e informazioni e tradurre l’approccio strategico a lungo termine di MarBEF in direttive per la gestione dell’ambiente marino a livello comunitario.
Le ricerche che verranno affrontate dai ricercatori del BES nell’ambito di MarBEF coprono varie tematiche, che includono: gli effetti dell’urbanizzazione costiera e della conseguente perdita di habitat marini; le analisi dello stato della biodiversità marina costiera del nord Adriatico; le invasioni biologiche in ambienti marini costieri e ricadute socio economiche; le conseguenze dei cambiamenti climatici sugli habitat ed i popolamenti costieri del Nord Adriatico; l'ecologia evoluzionistica e strategie adattative che promuovono la biodiversità negli organismi marini; lo sviluppo di microtecnologie molecolari applicate alla pesca ed all’ambiente.
Gli scienziati europei sono all’avanguardia nell’attività di ricerca correlata all’ambiente marino in numerose discipline. Le scienze marine inoltre costituiscono un perfetto esempio di un’area in cui la collaborazione transnazionale e la condivisione delle risorse sono elementi di importanza fondamentale. Perché il mare è una risorsa globale condivisa dall’intera umanità ed è giusto che anche le attività volte a proteggerlo e preservarlo siano interpretate come un compito collettivo.
L’Unione europea ha svolto un ruolo chiave nel sostegno a quest’area di ricerca, inizialmente attraverso i programmi MAST (Scienza e Tecnologia Marina) lanciati nel 1999 e in un secondo momento nell’ambito del Quinto e del Sesto Programma Quadro di Ricerca. Proprio nell’ambito di quest’ultimo è nato il Marbef che sarà un’importante piattaforma per far sviluppare i progetti del Settimo Programma.