Unibo Magazine

Continuare ad investire sull'internazionalizzazione, ambito in cui l'Università di Bologna è già ai primi posti rispetto agli atenei italiani ed europei. E farlo guardando allOriente. Lo sostiene il  Pro Rettore Roberto Grandi, di ritorno da un viaggio in Cina che lo ha portato in due settimane a vistitare otto atenei cinesi distrubuiti in 5 città: Dalian, Shanghai, Xi'an, Canton e Pechino. 

"Oggi il sistema universitario internazionale vede le università cinesi entrare prepotentemente nelle posizioni di eccellenza - spiega Roberto Grandi - Per quanto riguarda la graduatoria delle migliori università nel mondo del The Times Higher Supplement che colloca l’Università di Bologna al 207° posto, l’Università di Pechino è collocata al 14° posto, l’Università Tsinghua di Pechino è collocata al 28° posto, l’università Jaotong di Shanghai è collocata al 179° posto, l’università di Tongji di Shanghai al 447° posto e l’università di Xi’an Jaotong di Shanghai al 465° posto".


Grazie al ruolo svolto dal Collegio di Cina l’Università di Bologna è diventata, negli ultimi due anni, l’università scelta da un numero crescente di studenti cinesi.

"Soprattutto in questo periodo di ripensamento dell’identità dell’università - ha proseguito il Pro Rettore - è importante rilevare come l’Università di Bologna non possa non scegliere la dimensione internazionale come propria dimensione strategica di sviluppo. Gli incontri di questi giorni con i Rettori di alcune delle più importanti università non solo della Cina ma anche del resto del mondo, mi hanno confermato che il nostro Ateneo deve investire sia dal punto di vista delle competenze sia dal punto di vista economico nella collaborazione con gli atenei leader nel mondo. Uno sguardo rivolto solo e unicamente alla dimensione nazionale del nostro Ateneo è miope e fuorviante in quanto può, al massimo, assicurare una gestione ordinaria priva di quella proiezione internazionale  che deve necessariamente qualificare l’Alma Mater".

L’evento più significativo della visita è stato l’inaugurazione a Xi’an (la città dei guerrieri di terracotta e della grande dinastia imperiale Tang) del Master in lingua inglese con titolo congiunto tra l’Alma Mater e l’Università Xi’an Jaotong di Xi’an su "Studio, diagnosi e restauro di materiale archeologico". Il master, co-diretto dal collega Rocco Mazzeo (presidente del corso di laurea in Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, con sede a Ravenna) unisce competenze tecnico-scientifiche con competenze di carattere più umanistico. Internazionali sono i docenti (colleghi dell’Alma Mater e dell’Università Xi’an Jaotong di Xi’an), internazionali i sedici studenti (cinesi, italiani, statunitensi, inglesi).

A Shanghai il Pro Rettore Grandi ha firmato un accordo di scambio docenti, ricercatori e studenti con l’Università Tongji. All’incontro erano presenti i professori Melchiorri e Bonivento che hanno trattato con i colleghi stranieri gli ultimi particolari per potere inaugurare, a partire dal prossimo autunno, una laurea di primo livello in Ingegneria dell’Automazione in lingua inglese a titolo congiunto tra l’Alma Mater e l’Università Tongji all’interno del Campus sino-italiano di Shanghai. A questo corso di laurea, coordinato dal prof. Bonivento, parteciperanno venti studenti cinesi e studenti del nostro Ateneo. La sede del corso di laurea sarà sia a Shanghai sia a Bologna. "L' Università di Tongji - ha aggiunto il prof. Claudio Bonivento -, che festeggerà il prossimo maggio i propri 100 anni, sta diversificando la propria offerta e scalando i ranking internazionali aprendosi a collaborazioni con docenti e atenei stranieri". In questo solco si inserisce anche la collaborazione con l'Ateneo bolognese individuato dal Presidente del Consiglio Romano Prodi e dal Ministro Fabio Mussi per andare ad ampliare l'offerta del campus italo cinese che già vede la collaborazione dei Politecnici di Milano e Torino e delle Università Luiss e Bocconi.

In questi stessi giorni, sempre con l’Università di Tongji, sono partiti i corsi di alta formazione rivolti a 20 giovani cinesi laureandi in economia e ingegneria. Il corso di formazione è realizzato nell’ambito del progetto denominato "Forum permanente per la collaborazione industriale fra Italia e Cina", organizzato per iniziativa della Regione Emilia-Romagna e dall'Associazione Collegio di Cina e promosso in collaborazione con l'Università di Bologna e il Consorzio Alma, delle associazioni imprenditoriali quali API Bologna, CNA Bologna, Assindustria Bologna insieme ai relativi enti di formazione quali Cofimp, Ecipar e Fondazione Aldini Valeriani.

Un altro aspetto importante della presenza dell’Alma Mater in Cina è rappresentato dagli accordi presi con l’Università di Lingue Straniere di Dalian, l’Università di Lingue  e Culture di Pechino, l’Università Sun Yat-Sen di Canton, l’Università Tsinghua di Pechino, l’università Renmin di Pechino sulla possibilità che i nostri studenti che studiano cinese (e non solo) presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne, di Lettere e presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori con sede a Forlì, trascorrano un anno accademico in Cina con riconoscimento di crediti. Uno scambio di mobilità studenti, soprattutto nel settore dell’economia, è stato discusso con l’Università Jaotong di Shanghai che promuove master in Business Administration con alcune delle più importanti università del mondo.

Il Pro Rettore Grandi ha incontrato all’università di Lingue e Culture di Pechino, 80 studenti cinesi che stanno studiando l’italiano per iscriversi dal prossimo anno accademico presso università italiane. Molti di questi studenti hanno manifestato il loro interesse ad iscriversi all’università di Bologna di cui hanno particolarmente apprezzato il fatto che sia, grazie all’Associazione Collegio di Cina, l’unica università italiana con un sito in lingua cinese.

"A Canton  ho incontrato, dopo ben 19 anni, il collega Wang Bin - ha ricordato il Pro Rettore Grandi - -. Insieme a Umberto Eco lo avevamo invitato nel 1988 a Bologna per un’esperienza di "antropologia ribaltata": un griot proveniente da un villaggio sperduto del Senegal e il prof. Wang Bin sono stati ospiti del nostro Ateneo per un anno con l’obiettivo di interpretare dal loro punto di vista i nostri comportamenti, ribaltando quindi l’ottica eurocentrica spesso applicata dagli antropologi allo studio delle culture dei paesi terzi".

L’ambasciatore Riccardo Sessa ha espresso in un lungo colloquio con il Pro Rettore Grandi la soddisfazione sua personale e del nostro Paese per le iniziative di eccellenza dell’Alma Mater in Cina ricordando che soltanto facendo sistema tra università, istituzioni e imprese sarà possibile rendere più significativa la presenza dell’Italia in quel continente.

A questo scopo, primi e unici in Italia, abbiamo fondato l’Associazione Collegio di Cina che vede come soggetti istituzioni locali, associazioni imprenditoriali, fondazioni e l’Ateneo di Bologna.