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Vola la spesa online dell’Università di Bologna: nei primi otto mesi del 2009 ha già quasi raggiunto i livelli di fine 2008. Allo scorso 6 settembre gli acquisti digitali erano 2.180 sui 2.354 dei 12 mesi dell’anno precedente, per un importo di oltre 1,28 milioni di euro. Gli acquisti per lo più hanno riguardato accessori informatici, cancelleria e altri materiali per ufficio.

L’Alma Mater è l’unica amministrazione pubblica dell’Emilia-Romagna e l’unico ateneo italiano ad essere stato premiato dal Ministero dell’Economia, lo scorso 6 maggio, "per essersi dotato nel tempo di un sistema di diffusione [...] pervasivo e coinvolgente" degli acquisti elettronici, che fanno risparmiare e migliorano efficienza e trasparenza della pubblica amministrazione.

Secondo un funzionario dell’ateneo la "spesa" digitale può far risparmiare tra il 10 e il 30 per cento sul costo dei prodotti, ma il vero vantaggio sta nella drastica riduzione del tempo lavoro e nella maggiore efficienza. "Il sistema elettronico, tra l’altro, ci permette di monitorare in tempo reale una miriade di piccoli acquisti e di decidere, all’occorrenza, di farli in modo aggregato, con ulteriore abbattimento dei costi", spiegava il direttore amministrativo Ines Fabbro in occasione del ritiro del Premio Mepa 2009 (Mercato elettronico della pubblica amministrazione).

Nella motivazione del riconoscimento si ricorda che l’Alma Mater è stata la prima amministrazione, tra quelle non obbligate dalla legge, a scegliere la strada degli acquisti digitali, e se ne apprezza la capacità di diffusione interna del sistema, che infatti interessa praticamente tutte le strutture decentrate (facoltà, dipartimenti, centri di servizio, biblioteche, ecc.).