Unibo Magazine

"L'ultima volta che ho provato a venire a questo convegno sono rimasto bloccato a Miami: un posto pieno di sole, spiagge e persone che si divertono. E dovete sapere che sole, spiegge e persone che si divertono sono le tre cose che odio di più al mondo". Un tocco di umorismo inglese e una risata che si apre sull'Aula Magna della Facoltà di Agraria introducono l'intervento di Nigel Thrift, vice cancelliere dell'Università di Warwick, al convegno "Towards Financially Sustainable Universities: Diversifying Income Streams" ("Verso la sostenibilità finanziaria delle università: diversificare i flussi di entrate"). Convegno - così si spiega la battuta - in origine programmato per lo scorso aprile, ma rinviato a causa del blocco dei trasporti aerei dopo l'eruzione del vulcano Eyjafjallajkull in Islanda. E ora riprogrammato in apertura della settimana che l'Università di Bologna dedica all'istruzione superiore a livello internazionale.

"Un incontro - spiega la delegata del rettore per le relazioni internazionali Carla Salvaterra - che ha un triplice obiettivo: fornire riflessioni e suggerimenti alle autorità locali e nazionali per favorire la diversificazione delle entrate degli atenei, mettere in luce come le università possano migliorare le proprie strategie di diversificazione, favorire l'investimento nelle competenze e nelle capacità della leadership tanto politica che amministrativa degli atenei".

Il convegno, organizzato dalla EUA – European University Association, in collaborazione con il network HUMANE, l’Università di Bologna e il Bavarian State Institute for Higher Education Research and Planning, si è tenuto tra ieri ed oggi (13 e 14 settembre) alla Facoltà di Agraria. Secondo di una serie di incontri sulla sostenibilità finanziaria delle università, è stato incentrato in particolare sulla diversificazione delle entrate. "Il contesto economico di crisi in Europa ha portato molti paesi a tagliare i fondi destinati all'istruzione", ha spiegato Ian Creagh, direttore amministrativo del King's College di Londra, durante la sessione plenaria di apertura. Da qui l'urgenza, oggi sempre più forte, di trovare strategie alternative di finanziamento per le università, che permettano di proseguire i propri compiti accademici e sociali anche in presenza di un minor aiuto statale. Aiuto che non deve in ogni caso venire meno "Questi nuovi metodi di finanziamento - precisa Creagh - non possono sostituire i fondi pubblici: i governi devono assicurare la sosteniblità dell'istruzione a tutti i livelli".

Il caso dell'Università di Warwick, illustrato da Nigel Thrift, presenta un quadro in cui la diversificazione delle entrate è una strategia vincente e ormai consolidata. I fondi pubblici finanziano per il 23 per cento i bilanci dell'ateneo inglese. Il resto delle entrate arriva, oltre che dalle tasse d'iscrizione e dalla presenza di studenti stranieri, da diverse operazioni a carattere commerciale (una libreria, un centro per le arti, ma anche un sito web dedicato agli annunci di lavoro e altro ancora), dalle donazioni private e da un forte impegno nel campo del trasferimento delle conoscenze, che ha portato a strette collaborazioni con il mondo dell'industria. Insieme ad un controllo delle spese "fino all'ultimo penny", Thrift elenca tre punti fondamentali per una strategia di sostenibilità efficace: "Non provare a copiare gli altri, ma guardare ai propri punti di forza e ai punti deboli, essere selettivi nelle scelte accademiche ed essere rilevanti, sia dal punto di vista accademico che per la società in generale".

A chiudere la sessione di apertura, prima che gli invitati si dividessero nei diversi gruppi di lavoro, è stato l'intervento di Thomas Estermann, direttore della divisione Governance, Autonomy & Funding della EUA. Estermann ha presentato i dati raccolti nel corso del progetto EUDIS -European Universities Diversifying Income Streams, pensato per mappare lo stato della diversificazione delle entrate delle università europee e proporre esempi utili e best practices. Stando ai dati presentati, oltre ai finanziamenti pubblici, gli atenei trovano sostegno finanziario attraverso le tasse studentesche, con attività commerciali e imprenditoriali, attraverso i finanziamenti delle istituzioni internazionali, chidendo donazioni private e offrendo servizi all'esterno. Quali sono allora i segreti per trovare la quadratura del bilancio? Analizzare in modo puntuale la posizione dell'ateneo, prestare attenzione ai processi di comunicazione, sia interni che esterni, ottimizzare la propria struttura di governance, pensare a un piano di incentivi per chi produce buoni risultati e offrire il supporto necessario perché questi risultati possano arrivare.