Unibo Magazine

Compleanno importante per Suoni dal Mondo, festival internazionale di musica etnica promosso dal Cimes del Dipartimento di Musica e spettacolo. Quella che si apre sabato 24 ottobre è infatti l'edizione numero venti e per l'occasione il numero di concerti sale: dalle consuete otto si passa quest'anno a dieci serate. Come già accaduto per l'edizione passata i concerti, ospitati nell'Auditorium del Laboratori Dms (via Azzo Gardino, 65/a) e nell'Aula absidale di Santa Lucia (via de' Chiari, 23/a), saranno visibili anche in diretta streaming dal sito web del Muspe. Non solo: sono disponibili da quest'anno anche i Cd antologici delle edizioni passate. I primi ad essere pubblicati, editi da Ermitage, sono quelli dell'edizione del 2004 e dell'edizione 2008 del festival.

Italia, Balcani, India, Sud America le terre protagoniste con le loro musiche tradizionali delle dieci serate che si snoderanno fino al 28 novembre. L'apertura, sabato 24 ottobre in Auditorium, è con la tradizione del Gargano, tra tarantelle e canti pugliesi. "L'area garganica - spiega Nico Staiti, curatore del festival - è uno dei luoghi storici della ricerca etnomusicologica in Italia". Tre le realtà musicali proposte nella serata: il canto polivocale delle donne di Ischitella, le tarantelle e i canti di serenata di San Giovanni Rotondo e i sonetti su ritmo di tarantella della tradizione di Carpino. Particolari, questi ultimi, "per la loro struttura netta ma flessibile che qualcuno - dice Staiti - ha accostato alle forme del blues".

Il secondo appuntamento è per una doppia serata, venerdì 30 e replica sabato 31 ottobre, nell'Aula absidale di Santa Lucia. Protagonista la banda di ottoni serba Balkan Brass Band. Musiche che nascono da una fusione singolare: le tradizioni sonore locali unite alla tradizione delle bande militari asburgiche. Si torna poi in Italia, Toscana e Alto Lazio, per il concerto del 6 novembre, di nuovo nell'Auditorium dei Laboratori DMS, con "I canti dei poeti contadini". "Contadini e minatori - racconta Nico Staiti - che cantano con un linguaggio decisamente aulico, utilizzando forme di improvvisazione che risalgono nelle sue prime forme scritte al '400, al tempo di Lorenzo il Magnifico". Una tradizione ancora oggi ben viva che vedrà anche un coinvolgimento diretto del pubblico: gli spettatori saranno infatti chiamati a sorteggiare i diversi argomenti che finiranno poi al centro delle improvvisazioni.

Dedicata al canto a cappella la serata successiva, sabato 7 novembre, sempre nell'Auditorium. Si potranno ascoltare il trallalero ligure dei Giovani Canterini di Sant'Olcese, paese dell'entroterra genovese, e la particolare esibizione dei tre cantori di Sessa Aurunca (Caserta). "Sono cantori del venerdì santo - spiega Staiti - si esibiscono in chiesa con indosso dei cappucci bianchi, e cantano il testo latino del 'Miserere' ma soltanto le vocali". Venerdì 13 e sabato 14 novembre, ancora all'Auditorium, arrivano i suoni vocali indiani del canto carnatico di Vasumathi Badrinathan, mentre martedì 24 e mercoledì 25, in Aula Absidale, è il tango protagonista con il Quartetto Novitango in concerto.

L'edizione numero venti di Suoni dal Mondo si chiude sabato 28 novembre, nell'Auditorium del Laboratori Dms, con "Voci di donne albanesi nel Mediterraneo. Kosovo e Arbresh della Basilicata": canti femminili che rievocano da un lato i rapporti con l'Albania in alcune zone della Basilicata, dall'altro l'antica relazione tra i Rom dei Balcani e le terre dell'India.

A completare il programma del festival, venerdì 6 e sabato 7 novembre, ci saranno due incontri seminariali di approfondimento, entrambi a ingresso libero. Il primo, alle 17 al Centro G. Costa, su "I segreti dell'improvvisazione in ottava rima" con i poeti contadini, il secondo, sempre alle 17 in Auditorium, con al centro "I canti sacri della tradizione popolare", insieme alla Confraternita di Sessa Aurunca.