Unibo Magazine

L'Ict, con i suoi 5 milioni di euro, è la prima area disciplinare interessata dai finanziamenti . Ad un certa distanza troviamo l'agroalimentare con 3,7 milioni di euro, il settore salute 3,2, e le nanotecnologie con 1,6.

La quasi totalità delle risorse ottenute (15,5 Ml) è relativa a progetti di Cooperation, vale a dire di ricerca congiunta tra università, enti pubblici e aziende di almeno tre diversi stati europei. Ad essi si sommano 630mila euro per i progetti People che finanziano lo scambio di ricercatori tra diversi paesi dell'Unione e 450mila per i progetti Capacities che sostengono il trasferimento tecnologico dalle università alle aziende.

Dei 49 progetti finanziati nell’ambito del programma Cooperation, 7 sono coordinati da docenti dell’Alma Mater.  Tantissime e diverse tra loro le tematiche: si va dall’influenza,  alle cause del ritardo mentale, dalla progettazione di " umanoidi", alla ricerca di un futuro sostenibile per gli agricoltori europei.

"Il nostro Ateneo, come ricorderete,  - scritto il Rettore in una nota ai colleghi - ha investito in maniera importante sull’avvicinamento ai finanziamenti europei, a partire dal 2005, creando le premesse per un risultato all’altezza della fama internazionale dell’Università di Bologna. Complessivamente oltre 1200 docenti e ricercatori hanno partecipato a queste attività e a questi va aggiunto il personale tecnico-amministrativo".


"Mi auguro che gli sforzi in questa direzione continuino con la stessa intensità, al fine di poter garantire  l’ampio respiro che si meritano gli obiettivi della ricerca del nostro Ateneo, anche alla luce della crescente competitività per l’acquisizione di fondi e dell’incertezza nella quale versa la politica di sostegno alla ricerca nazionale".