Unibo Magazine

Cambia in ateneo il modo di votare per eleggere i membri degli organi accademici. Dal prossimo mese di ottobre si passa dalla carta al web. Il voto elettronico sarà possibile grazie a un’applicazione web che permetterà non solo il rilascio di un certificato elettorale virtuale univoco per ciascun avente diritto al voto, ma anche l’espressione del voto da una qualsiasi postazione internet (previo inserimento del certificato virtuale), lo spoglio e la produzione dei risultati. L’applicazione prevede la notifica dell’avvenuta votazione all’avente diritto. Inoltre ci sarà un help desk costante, fornito da personale interno, per l’assistenza procedurale e tecnica a tutte le operazioni e saranno allestite sale attrezzate e presidiate per chi non desidera usare il proprio computer.

Abbiamo chiesto al Magnifico Rettore di spiegarci i dettagli di questa novità, entrando subito nel vivo delle questioni sollevate.

Signor Rettore, alcuni consiglieri di amministrazione hanno manifestato la propria contrarietà paventando "assenza di anonimato perché il voto sul pc sarebbe tracciabile". E’ così?
"Non è così. Il certificato elettorale è univoco, segreto e nessuna parte del sistema mantiene traccia dell’associazione tra votante e voto espresso. Infatti, essendo il sistema completamente via web, nulla rimane sul computer personale".

E’ possibile, come lamentano alcuni, che un docente possa far votare qualche collega al suo posto?
"Questo sarebbe possibile, ma solo cedendo le proprie credenziali e il proprio certificato, commettendo di fatto un illecito e inducendo altri a commetterlo, ai sensi del D. Lgs 196/03. Come più volte ribadito dall’amministrazione, le credenziali istituzionali sono personali e non cedibili ad altri. Se qualche avente diritto, nonostante questo, non avesse la certezza della segretezza delle proprie credenziali può sempre cambiare la password in ogni momento. Magari proprio prima di richiedere il certificato, come è stato ribadito nel dibattito davanti agli organi".

E se venisse lasciato incustodito il certificato elettorale?
"Il certificato è digitale. Stamparlo è un’opzione e in ogni caso la stampa non riporta il nome del titolare. Lasciare incustodito il certificato digitale sarebbe come dire che uno lascia incustodito il proprio bancomat con accanto il pin per usarlo. Si tratta di un’ipotesi teoricamente possibile, ma in pratica, salvo furti o estorsioni, non probabile. Per di più in caso di sottrazione illecita, la prevista notifica all’avente diritto dell’avvenuta votazione rivelerebbe l’illecito".

Si parla di una possibile coercibilità del corpo accademico…
"La coercizione configura un’ipotesi di reato. Trovo quanto meno azzardato supporre che possa essere compiuto ad opera del corpo accademico o sul corpo accademico. In ogni caso chi non si sentisse libero per un qualsiasi motivo può sempre recarsi a votare nelle sale attrezzate e presidiate".

C’è chi ha lamentato anche il ricorso ad una società esterna per la realizzazione del servizio..

"Il fornitore del prodotto e del servizio ha svolto analoga funzione in due tornate elettorali per l’elezione dei membri di organi interni per istituti di una categoria professionale di rilevanza nazionale. Le due tornate elettorali, che hanno coinvolto da 20.000 a 40.000 aventi diritto, hanno avuto successo e gli organi sono stati regolarmente eletti. Aggiungo, per chi sostiene che poteva essere installato sui sistemi della nostra Università, che abbiamo ritenuto che dovesse prevalere l’assoluta terzietà. In ogni caso le referenze, la sorveglianza e l’audit ci pongono un una situazione completamente tutelata per quanto riguarda il fornitore prescelto".

Cosa si sente di dire in definitiva per tranquillizzare tutti?
"Dico che dobbiamo essere più sereni nei confronti di questo tipo di novità. Il voto elettronico, se parliamo di elezioni di organi interni, dove i votanti sono dipendenti dell’organizzazione, in sé non presenta rischi maggiori della procedura cartacea. Per contro il voto elettronico senza seggio rende molto più agevole per tutto il personale esercitare il proprio diritto: chi è in viaggio di lavoro, chi non può lasciare le proprie attività, chi ha problemi logistici può esprimere il proprio voto, rendendo così il sistema nel suo complesso molto più democratico e accessibile".