Unibo Magazine

1491 Articoli

Le galassie nane sono il “laboratorio” ideale per indagare la materia oscura

Sono almeno cento volte meno massicce della nostra Via Lattea, ma contengono una quantità di materia oscura che può essere da decine a migliaia di volte maggiore della materia luminosa: un articolo appena pubblicato descrive gli ultimi risultati sulla determinazione, grazie a particolari misure cinematiche, della distribuzione di questa componente misteriosa all’interno di questi sistemi

Presentati i risultati di quattro anni di GREAT LIFE

Si è concluso il progetto europeo Growing Resilient AgriculTure finanziato nell’ambito del programma LIFE dell’Unione Europea, con capofila il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Università di Bologna, dedicato al cambiamento climatico e all'agricoltura resiliente

Lotta tra triceratopi: la ferita nel collare di “Big John”

Uno studio sui resti fossili del più grande triceratopo mai scoperto mostra lesioni al cranio che potrebbero derivare da un combattimento con un altro dinosauro della stessa specie. L’analisi è stata possibile anche grazie ad un progetto di formazione e ricerca che ha coinvolto uno studente di Paleontologia dell'Alma Mater

Come passare da outsider a innovatore di successo? Lo spiega Coco Chanel

Uno studio approfondito sulla vita della grande designer e imprenditrice, capace di rivoluzionare il mondo della moda, rivela i tre ingredienti fondamentali che possono permettere anche a chi parte dai margini di inserirsi in un ambiente restio ai cambiamenti, trasformarlo e ottenere grandi risultati

La nuova accurata misura della massa del bosone W non è quella che ci si aspettava

L'esperimento CDF del Fermilab pubblica una nuova misura della massa della particella scoperta da Carlo Rubbia nel 1983, mostrando un valore che si discosta da quello previsto in teoria: potrebbe essere necessario affinare i calcoli teorici del Modello Standard, oppure introdurre estensioni alla teoria, arricchendola con nuove idee fisiche. Il gruppo italiano coinvolto nel progetto, coordinato dall'INFN, comprende anche numerosi docenti e ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna

Un hub di popolazione fuori dall'Africa può spiegare la presenza di linee est asiatiche in Europa 45.000 anni fa

I resti del più antico Homo sapiens “europeo”, rinvenuti nella grotta di Bacho Kiro e risalenti ad oltre 45.000 anni fa, appartenevano ad individui geneticamente più simili alle moderne popolazioni dell’Asia orientale che agli europei moderni. Un nuovo studio ha cercato di risolvere questo mistero contestualizzando questi individui nell’ambito degli altri genomi eurasiatici del Paleolitico e analizzando congiuntamente genetica ed evidenze archeologiche