Tommaso Calarco, professore di Fisica teorica della materia, modelli, metodi matematici e applicazioni al DIFA - Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Alma Mater, è vincitore del Robert E. Hopkins Leadership Award 2026. Il prestigioso riconoscimento conferito da Optica, società scientifica internazionale con sede a Washington, D.C. (USA), è dedicato alla promozione dell’ottica e della fotonica a livello mondiale.
Il premio è destinato a personalità che, oltre ad avere conseguito risultati scientifici di eccellenza, abbiano avuto un impatto significativo sulla comunità globale dell’ottica e della fotonica - o sulla società nel suo complesso - attraverso attività di leadership e servizio.
Autore del Quantum Manifesto, il professor Calarco ha dato impulso alla nascita del Quantum Flagship della Commissione Europea. È co-chair della Quantum Community Network (QCN), segretario del gruppo di esperti Top-Level Specialists in Quantum Technologies della Commissione Europea e co-fondatore dello European Quantum Industry Consortium (QuIC).
“Sono molto felice e onorato di ricevere questo riconoscimento, particolarmente significativo in un momento in cui le fratture geopolitiche globali rischiano di compromettere anche le cooperazioni scientifiche - afferma Tommaso Calarco - Lo considero un segno della crescita e della coesione della nostra comunità scientifica internazionale, che auspico possa continuare a rafforzarsi negli anni a venire”.
L’assegnazione del Robert E. Hopkins Leadership Award rappresenta non solo un importante traguardo personale per il professor Calarco, pioniere nell’applicazione dei metodi di controllo ottimale quantistico al calcolo quantistico e ai sistemi a molti corpi, ma conferma anche il ruolo centrale dell’Università di Bologna nello sviluppo delle tecnologie quantistiche a livello globale.
Oltre ad essere ordinario al DIFA, Calarco è Direttore del Peter Grünberg Institute for Quantum Control (PGI-8) presso il Forschungszentrum Jülich e professore di Quantum Information presso l’Università di Colonia.
Foto: © Forschungszentrum Jülich / Sascha Kreklau