Unibo Magazine

Il Rettore dell'Università di Bologna, Giovanni Molari, ha partecipato a Roma all'evento finale di SHARE_Africa, progetto PNRR TNE, una delle Iniziative Transnazionali in materia di Istruzione. Il progetto è stato ideato per rafforzare la collaborazione tra gli istituti di istruzione superiore italiani e africani, con approcci innovativi e transnazionali all’istruzione e una serie di attività che si sono estese dal Nord Africa alle regioni subsahariane.

Coordinata dalla Fondazione IHEA (Italian Higher Education with Africa), l'iniziativa ha visto la partecipazione delle Università di Bologna, Firenze, Napoli Federico II, Padova, Roma La Sapienza e Politecnico di Milano. All'evento finale - aperto dai saluti del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini - hanno partecipato le studentesse e gli studenti coinvolti nel progetto e sono intervenuti i rappresentanti delle università partner e di stakeholder internazionali.

Attraverso una collaborazione continua e costante, tanto tra i partner italiani quanto con i partner africani nei due paesi target, Etiopia e Tunisia, il progetto ha realizzato corsi di alta formazione e percorsi di mobilità per dottorande e dottorandi.

Sono stati erogati sei Blended Executive Programs: programmi didattici di carattere fortemente specialistico. Ai programmi hanno partecipato le università africane partner, con percorsi di co-insegnamento in presenza e alcune lezioni online. Le attività formative saranno trasformate anche in MOOC, in modo che possano essere fruite da tutti i soggetti accademici coinvolti anche oltre l’estensione del progetto.

L’Università di Bologna ha contribuito con "Agricoltura di precisione e alimenti sostenibili", un programma didattico realizzato in collaborazione con l’Università di Tunis El Manar, in Tunisia. Coordinato da Enrico Valli e Tullia Gallina Toschi, professori al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell'Alma Mater, il programma è pensato per fornire competenze per sistemi agroalimentari più efficienti e sostenibili.

Le sei università italiane coinvolte hanno inoltre ospitato complessivamente 12 dottorandi di vari paesi africani, che hanno avuto modo di trascorrere periodi di formazione, di inserirsi in gruppi di ricerca e utilizzare le infrastrutture disponibili.

L’evento finale ha visto una partecipazione significativa di studenti africani, che hanno riportato le loro esperienze e hanno esortato IHEA a proseguire lungo la strada intrapresa, consolidando quanto già realizzato e promuovendo nuove iniziative. Dopo la consegna da parte dei Rettori italiani degli attestati di partecipazione, la dottoranda Bhoke Rotente ha concluso: “Il futuro non si aspetta, si costruisce insieme”.