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Epigrafi e papiri digitali: le iniziative Unibo per la diffusione dei testi antichi

Un corso che insegna i linguaggi di codifica e di marcatura per la pubblicazione di edizioni critiche digitali e un laboratorio permanente per studenti e laureati collegato a un progetto editoriale internazionale


Si chiamano EpiDoc e Leiden+ e sono linguaggi di codifica e di marcatura per la pubblicazione di edizioni critiche digitali di testi epigrafici e papirologici. Strumenti che sono diventati fondamentali per lo studio e la diffusione dei documenti antichi e che l'Università di Bologna da alcuni anni insegna con un workshop promosso dalla professoressa Lucia Criscuolo della Sezione di Storia antica del Dipartimento di Storia Culture Civiltà.

La terza edizione del corso, che si è conclusa pochi giorni fa, ha visto partecipare trenta giovani studiosi provenienti da tutto il mondo. I partecipanti hanno fatto conoscenza con i sistemi digitali EpiDoc e Leiden+ grazie agli interventi di Pietro Maria Liuzzo (EAGLE Project/Rodopis), Ljuba Merlina Bortolani (Universität Heidelberg), Alice Bencivenni (docente Unibo di Epigrafia e Istituzioni greche) e di un gruppo di studenti e laureati Unibo addestrati nelle precedenti edizioni del workshop (Simone Agrimonti, Elisabetta Ballesi, Riccardo Dallaj, Laura Giunchedi, Stefano Tropea). Via Skype hanno partecipato Gabriel Bodard (King's College London) e James Cowey (Universität Heidelberg). E si è dato spazio ai progetti  del network globale EAGLE BPN e all'importanza della diffusione gratuita della cultura, tramite la collaborazione con Wikimedia Italia e il suo presidente Andrea Zanni.

Dallo scorso anno, la Sezione di Storia antica del Dipartimento di Storia Culture Civiltà ospita un laboratorio permanente a cui partecipa un numero sempre crescente di studenti e laureati interessati a inserirsi in questi nuovi settori di ricerca e attività. I membri del laboratorio lavorano in gruppo mettendo a frutto le conoscenze acquisite e partecipano attivamente alla preparazione e alla revisione dell’edizione digitale di testi epigrafici greci per il progetto editoriale IGCyr (Inscriptions of Greek Cyrenaica). Il progetto è parte del più ampio Inscriptions of Libya, al quale partecipano congiuntamente l’Università di Bologna, l’Università di Macerata, l’Université Paris IV-Sorbonne e il King's College of London, fruendo anche della collaborazione del Department of Archaeology of Libya.