Unibo Magazine

Dal 5 all'8 febbraio va in scena ART CITY Bologna 2026, uno degli appuntamenti italiani più attesi dedicati all’arte contemporanea. Al centro dell'edizione di quest'anno c'è lo Special Program "Il corpo della lingua", curato da Caterina Molteni: un itinerario di arte contemporanea che mette in dialogo l’Università di Bologna e alcuni dei suoi luoghi più emblematici con le opere di giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato.

Per questa edizione le artiste e gli artisti sono stati chiamati a indagare la conoscenza a partire dalla sua dimensione corporea e sensibile, rivelando le strutture di potere insite nei processi educativi e, al tempo stesso, aprendo spazi di resistenza e nuovi orizzonti espressivi. I loro lavori propongono modelli alternativi di produzione e trasmissione del sapere, mettendo in discussione l’autorità, la linearità e l’astrazione proprie della conoscenza accademica e artistica, con una particolare attenzione alle nuove forme di intelligenza.

  • Jenna Sutela. nimiia cétiï @ Laboratorio didattico del Distretto Navile (via Gobetti, 87 - Bologna)

    Jenna Sutela. nimiia cétiï

    Laboratorio didattico del Distretto Navile (via Gobetti, 87 - Bologna)

  • giulia deval. PITCH. Notes on vocal intonation

    giulia deval. PITCH. Notes on vocal intonation

    Ex Istituto di Zoologia (via San Giacomo, 9 - Bologna)

  • Ana Mendieta. Flower Person, Flower Body

    Ana Mendieta. Flower Person, Flower Body

    Palazzo Hercolani (Strada Maggiore, 45 - Bologna)

  • Augustas Serapinas. Chair for the Invigilator

    Augustas Serapinas. Chair for the Invigilator

    Fondazione Federico Zeri (Piazzetta Giorgio Morandi, 2 - Bologna)

  • Mike Kelley. Day Is Done. Extracurricular Activity Projective Reconstructions

    Mike Kelley. Day Is Done. Extracurricular Activity Projective Reconstructions

    Ex Facoltà di Ingegneria (viale del Risorgimento, 2 - Bologna)

  • Alexandra Pirici. Rejoin

    Alexandra Pirici. Rejoin

    Biblioteca dell'Archiginnasio, Teatro Anatomico (Piazza Galvani, 1 - Bologna)

  • Nora Turato. To the Best of My Knowledge

    Nora Turato. To the Best of My Knowledge

    Aula Magna della Biblioteca Universitaria (via Zamboni, 33 - Bologna)

  • Jenna Sutela. nimiia cétiï

    Jenna Sutela. nimiia cétiï

    Laboratorio didattico del Distretto Navile (via Gobetti, 87 - Bologna)

  • giulia deval. PITCH. Notes on vocal intonation

    giulia deval. PITCH. Notes on vocal intonation

    Ex Istituto di Zoologia (via San Giacomo, 9 - Bologna)

  • Ana Mendieta. Flower Person, Flower Body

    Ana Mendieta. Flower Person, Flower Body

    Palazzo Hercolani (Strada Maggiore, 45 - Bologna)

  • Augustas Serapinas. Chair for the Invigilator

    Augustas Serapinas. Chair for the Invigilator

    Fondazione Federico Zeri (Piazzetta Giorgio Morandi, 2 - Bologna)

  • Mike Kelley. Day Is Done. Extracurricular Activity Projective Reconstructions

    Mike Kelley. Day Is Done. Extracurricular Activity Projective Reconstructions

    Ex Facoltà di Ingegneria (viale del Risorgimento, 2 - Bologna)

  • Alexandra Pirici. Rejoin

    Alexandra Pirici. Rejoin

    Biblioteca dell'Archiginnasio, Teatro Anatomico (Piazza Galvani, 1 - Bologna)

  • Nora Turato. To the Best of My Knowledge

    Nora Turato. To the Best of My Knowledge

    Aula Magna della Biblioteca Universitaria (via Zamboni, 33 - Bologna)

Lo Special Program rende omaggio a questa eredità culturale con un itinerario di arte contemporanea che attraversa i luoghi dell'Alma Mater, alcuni dei quali aperti al pubblico per l’occasione: l’Aula “Alessandro Ghigi” dell’ex Istituto di Zoologia, l’atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria, la Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani, il Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, la Fondazione Federico Zeri, il Laboratorio didattico del Distretto Navile e l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna. Le opere - appositamente commissionate o riallestite - instaurano un dialogo diretto con questi spazi, attivando nuove letture della storia accademica, architettonica e politica dell’Ateneo.