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Le condizioni ambientali in cui si trovano gli astronauti possono alterare profondamente la quantità e la qualità del loro sonno, con conseguenze importanti sulle capacità decisionali degli equipaggi e sulla sicurezza delle missioni spaziali.

Per rispondere a questo problema, gli studiosi del progetto di ricerca SOMNIIA MONITOR hanno ideato una maschera intelligente, capace di acquisire in modo continuo e non invasivo i principali parametri fisiologici del sonno degli astronauti.

“Nel contesto delle missioni spaziali, i sistemi tradizionali di monitoraggio del sonno sono spesso complessi e poco adattabili”, spiega Matteo Cerri, professore al Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna, tra i responsabili del progetto. “La maschera che abbiamo sviluppato risponde a queste limitazioni grazie a un design leggero e integrato, che consente di effettuare una polisomnografia completa con un livello di invasività significativamente ridotto”.

Promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), il progetto ha messo a punto una tecnologia capace di monitorare in modo continuo il sonno anche in ambienti operativi complessi, come quello di una missione spaziale.

La maschera contiene diversi sensori per raccogliere informazioni fondamentali come il battito cardiaco, la respirazione, la temperatura corporea e i movimenti involontari, oltre a una serie di elettrodi per registrare l’attività cerebrale. I dati raccolti vengono poi analizzati da algoritmi di intelligenza artificiale per riconoscere le diverse fasi del sonno e ricostruire di conseguenza un quadro completo della qualità del riposo.

La maschera_Foto di Umberto Raganato
Foto di Umberto Raganato

Il gruppo di lavoro dell’Alma Mater, coordinato dal prof. Matteo Cerri insieme ai professori Roberto Amici, Federica Provini e Vincenzo Natale, ha realizzato i test necessari per verificarne la funzionalità e l’efficacia, in vista di un utilizzo sperimentale a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

"I risultati dei nostri test confermano l'affidabilità nella registrazione dei segnali fisiologici del sonno e mostrano che questo dispositivo è in grado di coniugare accuratezza fisiologica e semplicità d’uso", conferma Cerri. "Si tratta di un passaggio importante per il monitoraggio del sonno in ambienti estremi, con potenziali ricadute nei settori aerospaziale, clinico e della performance umana".

  • Matteo Cerri

    Matteo Cerri, medico chirurgo, dottore di ricerca in neurofisiologia è professore associato di fisiologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, associato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e affiliato all’Istituto Italiano di Tecnologia. Coordina il gruppo di ricerca "Topical Team Hibernation" dell’Agenzia Spaziale Europea e la sua attività di ricerca riguarda le neuroscienze del sistema nervoso autonomo e la fisiologia integrativa.